Anno II - n°15 - 10.12.2004 Pagine Nazionali

   


Dipendenza da SMS: il nuovo disturbo dei giovanissimi, già aperta una clinica in Danimarca di disturbi più gravi nell’età adulta


Nell’era della tecnologia accade che, soprattutto i più giovani, anzichè utilizzarla come strumento ne diventino dipendenti. Cellulare, computer e tv anziché mezzi per comunicare si stanno trasformando in vere e proprie manie. La denuncia, lanciata in occasione del Congresso “Sistemi di Cura in Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza” promosso dalla Cattedra di Neuropsichiatria Infantile dell’Università di Modena e Reggio Emilia e dalla Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA) fa riflettere.<br>
Si tratta di un disturbo relativo al controllo degli impulsi: i sintomi sono vari. Si dedica più tempo all’attività da cui si dipende, come riportato nel 4° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza di Telefono Azzurro e di Eurispes; si diventa irascibili se non si riesce a svolgerla; si utilizza per curare il cattivo umore. Un’indagine recente della Demoskopea nelle scuole medie superiori di tutta Italia sono stati intervistati 13.360 ragazzi tra 13 e 18 anni. Al primo posto la dipendenza da video-games (49 per cento, specie fra i più giovani; al secondo il computer (44 per cento). Seguono tv e cellulari con il 37 per cento. <br>
Aumentano i casi di dipendenza da sms in Europa, allarme già scattato degli USA, ed in Danimarca è stata già aperta una clinica specializzata. L’uso di sms, fra l’altro, comporta anche una riduzione del lessico per il linguaggio sintetico e simbolico gli smile che tanto usano servono a sostituire la descrizione di stati d’animo e sempre più parole vengono abbreviate per ridurre le spese dell’invio di ulteriori messaggi.
Un’indagine condotta da Francesco Pira, docente di Teoria e Tecnica della Comunicazione di Massa all’Università di Trieste, citata dal 4° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza di Telefono Azzurro e Eurispes, dice che fra 129 bambini della quarta e quinta elementare il 56,6 ha un cellulare; il 37,2 lo ha avuto dai genitori; il 30,2 fa da una a tre telefonate al giorno; il 32,5 lo spegne prima di andare a dormire; il 20,0 lo spegne solo in chiesa; il 14,0 lo spegne solo a scuola. A 44,0 per cento degli intervistati il telefonino serve per chiamare i genitori; il 34,9 gli amici; il 38,7 per inviare sms; il 40,3 per giocare.






 



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