Troppo poche le diagnosi di celiachia
in Italia. Benché il numero dei celiaci diagnosticati cresca ogni anno con
tassi del 10%, le diagnosi nel BelPaese continuano ad avere un'incidenza bassa,
soltanto di 1 su 1000.
A sostenerlo e' l'associazione italiana celiachia (Aic) che ricorda come le
stime di screening confermino un aumento dell'incidenza della patologia (1:100 -
1:150) che in Italia ha superato i 50mila casi. La celiachia e' un'intolleranza
permanente al glutine e la stretta osservanza di una dieta alimentare priva di
questa sostanza e' l'unica terapia oggi nota per permettere di migliorare la
qualità della vita del celiaco, fino alla completa scomparsa dei sintomi.
Per tutti i celiaci oggi diagnosticati, e per tutti quelli che lo saranno, e' di
fondamentale importanza avere la possibilità di consumare pasti privi di
glutine anche fuori casa. Oltre il 30% del consumo alimentare - spiega l'Aic -
avviene fuori casa, per ragioni di lavoro, tempo libero, studio. Per il celiaco
questa necessità, che per la maggioranza delle persone e' normale, può
trasformarsi in un rischio per la salute. Tuttavia l'Aic sottolinea che, grazie
all'attività' di sensibilizzazione condotta in questi anni, le possibilità
offerte dal mercato della ristorazione ai celiaci vanno sempre più aumentando.
Per incentivare questa attenzione e diffondere una corretta informazione
sull'alimentazione per celiaci, l'associazione sarà presente anche alla 35sima
Mostra internazionale dell'alimentazione (Mia), al via domani a Rimini.
Nell'ambito del Mia, che si concluderà martedì prossimo, ci sarà uno spazio
espositivo dedicato agli alimenti gluten-free e un convegno sul tema della
ristorazione senza glutine che si terrà lunedì alle 14.
Oltre all'utilizzo di prodotti alimentari privi di glutine, nel preparare pasti
per celiaci e' importante seguire metodologie precise, e a questo fine l'Aic ha
attivato da tempo un progetto ristorazione che si occupa di sensibilizzare e
informare gli operatori del settore. Il progetto e' rivolto ai ristoranti e alle
pizzerie, oltre che ai gestori di catering e ai gelatieri. La prossima fase
dovrà interessare la ristorazione collettiva, affinché aziende, scuole e
ospedali non siano contesti ostili alla presenza dei celiaci. E' ancora al
vaglio della Camera - ricorda infine l'Aic - la legge quadro sulla celiachia
che, tra le altre cose, sancisce l'obbligatorieta' di garantire pasti senza
glutine ai celiaci. (Red-Ile/Adnkronos Salute)