Anno II - n°15 - 10.12.2004 Pagine Nazionali

 


Minor rischio infarto bevendo l’acqua del rubinetto

clicMedicina - redazione@clicmedicina.it 
L'acqua del rubinetti, grazie alla sua composizione in minerali, potrebbe influenzare la salute del cuore. Questo è ciò che afferma Anne Kousa, del Geographical Survey of Finland, sul Journal of Epidemiology and Community Health.
I ricercatori hanno realizzato un'indagine su 19 mila individui tra i 35 ed i 74 anni che avevano avuto un attacco di cuore, giungendo alla conclusione che bere l'acqua dura, com'e' spesso quella del rubinetto, sembra proteggere il cuore da arresti cardiaci. Questa potrebbe essere la soluzione all'enigma della disomogenea distribuzione regionale degli attacchi cardiaci non spiegabile solo chiamando in causa differenze nello stile di vita delle persone.
Per ogni unità in piu' di durezza dell'acqua (misura della quantità di minerali disciolti) la probabilità di un infarto diminuisce dell'1%. In tutte le regioni esaminate infatti è stata trovata disparità fino al 40% nella diffusione di questi problemi per la salute del cuore. Nello studio sono state divise le regioni di provenienza dei partecipanti all'indagine in griglie territoriali in base alla durezza dell'acqua disponibile in ciascun luogo. Sono stati misurati 12500 campioni d'acqua da ciascun territorio tenendo conto della concentrazione di vari minerali disciolti in essa, calcio, magnesio, fluoro, ferro, rame, zinco, nitrati e alluminio. Oltre ad evidenziare l'associazione tra durezza dell'acqua e cardio-protezione i ricercatori hanno anche concentrato l'attenzione sui singoli minerali, mostrando ad esempio che per ogni milligrammo di fluoro per litro d'acqua del rubinetto diminuisce del 3% il rischio di arresto cardiaco. Inoltre che per ogni microgrammo di ferro in piu' per litro d'acqua il rischio sale mediamente del 4%. Infine che per un'analoga quantità di rame il rischio aumenta del 10%. Anche se lo studio dimostra questi legami tra minerali nell'acqua e salute del cuore, sottolinea la Kousa in conclusione, non bisogna dimenticare che ci sono fattori di rischio sicuramente piu' importanti come una dieta scorretta, la sedentarietà, il fumo e l'alcol.





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