Roma
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L’ultimo Imperatore, il Gigante, protagonista del secolo scorso e dei primi anni
del duemila, KAROL WOJTYLA è riuscito ancora una volta a focalizzare
l’attenzione del mondo, Cattolico e non, che gli riconosce le caparbietà
dell’uomo amante della montagna, abituato alle fatiche delle scalate. La serenità che traspare dai suoi occhi, nonostante le malattie abbiano
impresso dei segni indelebili, riesce a dare speranza al mondo intero. La sua
vocazione, arrivata in età adulta, ci fa considerare la sua missione come una scelta
consapevole e inevitabile per un uomo che vede nella fede in Cristo,
l’investitura di una volontà superiore. Il suo obiettivo è stato comunicare al
mondo la fragilità dell’uomo e la sua bontà, con la determinazione di chi non
accetta sconfitte, poi ha convinto popoli come la Turchia o la Georgia, ad
aprirsi al dialogo, inoltre ha riconosciuto le grandi responsabilità della
chiesa verso gli Ebrei, è riuscito ad imporre leggi allo Stato, nel diritto alla
vita e dei suoi principi e ancora, ha contribuito alla fine dell’impero
Sovietico. L’uomo anziano, come tanti Nonni nel mondo, sta male, un’influenza
degenerata in problemi respiratori, lo ha costretto al ricovero nei suoi
“appartamenti privati” come tanti altri ricoverati del quarto piano, reparto di pneumologia, in cui Ausilia, caposala del reparto un po’si rammarica di non
poter prestare le sue amorevoli cure al Pontefice, come fa da tanti anni ai
migliaia di pazienti che arrivano da ogni parte del Mondo. L’ingresso e la
collinetta, assediati dalla stampa e dai fotografi, fanno sentire tutti i
pazienti meno anonimi, tutti ricorderanno del ricovero del Papa al Gemelli e
potranno dire “c’ero anch’io”. La voglia di notorietà e la curiosità, spinge la
gente comune a sfidare la vigilanza alle scale del nono piano, a superare il
blocco solo per avvicinarsi al corridoio e poi tornare a casa, come è avvenuto
al sig. Marino, impiegato, che ha raccontato di essere arrivato quasi al
corridoio, non immaginando la mole di blocchi che avrebbe trovato percependo la
vicinanza con il Papa. La Sua guarigione sembra vicina e deve esserlo, il Papa,
l’Uomo, che offre certezze per contrastare le nostre debolezze, come un genitore
ai propri figli, capace di dare fiducia e forza ai popoli, è l’emblema della
Volontà.