Anno II - n°15 - 04.02.2005 Pagine Nazionali

   


KAROL WOJTYLA: Uomo, Papa e paziente


Linda Marianantoni - lindamarianantoni@hotmail.com

Roma - L’ultimo Imperatore, il Gigante, protagonista del secolo scorso e dei primi anni del duemila, KAROL WOJTYLA è riuscito ancora una volta a focalizzare l’attenzione del mondo, Cattolico e non, che gli riconosce le caparbietà dell’uomo amante della montagna, abituato alle fatiche delle scalate. La serenità che traspare dai suoi occhi, nonostante le malattie abbiano impresso dei segni indelebili, riesce a dare speranza al mondo intero. La sua vocazione, arrivata in età adulta, ci fa considerare la sua missione come una scelta consapevole e inevitabile per un uomo che vede nella fede in Cristo, l’investitura di una volontà superiore. Il suo obiettivo è stato comunicare al mondo la fragilità dell’uomo e la sua bontà, con la determinazione di chi non accetta sconfitte, poi ha convinto popoli come la Turchia o la Georgia, ad aprirsi al dialogo, inoltre ha riconosciuto le grandi responsabilità della chiesa verso gli Ebrei, è riuscito ad imporre leggi allo Stato, nel diritto alla vita e dei suoi principi e ancora, ha contribuito alla fine dell’impero Sovietico. L’uomo anziano, come tanti Nonni nel mondo, sta male, un’influenza degenerata in problemi respiratori, lo ha costretto al ricovero nei suoi “appartamenti privati” come tanti altri ricoverati del quarto piano, reparto di pneumologia, in cui Ausilia, caposala del reparto un po’si rammarica di non poter prestare le sue amorevoli cure al Pontefice, come fa da tanti anni ai migliaia di pazienti che arrivano da ogni parte del Mondo. L’ingresso e la collinetta, assediati dalla stampa e dai fotografi, fanno sentire tutti i pazienti meno anonimi, tutti ricorderanno del ricovero del Papa al Gemelli e potranno dire “c’ero anch’io”. La voglia di notorietà e la curiosità, spinge la gente comune a sfidare la vigilanza alle scale del nono piano, a superare il blocco solo per avvicinarsi al corridoio e poi tornare a casa, come è avvenuto al sig. Marino, impiegato, che ha raccontato di essere arrivato quasi al corridoio, non immaginando la mole di blocchi che avrebbe trovato percependo la vicinanza con il Papa. La Sua guarigione sembra vicina e deve esserlo, il Papa, l’Uomo, che offre certezze per contrastare le nostre debolezze, come un genitore ai propri figli, capace di dare fiducia e forza ai popoli, è l’emblema della Volontà.








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