Anno II - n°14 - 12.10.2004 Pagine Nazionali

   


Tumore del testicolo: un testimonial di eccezione


Aldo Franco De Rose - Specialista Urologo e Andrologo, Clinica Urologica Genova

Il tumore del testicolo, il più diffuso tumore maschile dai 15 ai 35 anni, anche se in fase avanzata, è curabile. Questa volta, a sostenerlo non è il mondo scientifico, ma la testimonianza diretta di uno sportivo: Lance Armstrong, ciclista americano professionista, che nel 1996 si è accorto di avere un tumore al testicolo, con metastasi al cervello e ai polmoni. Due interventi chirurgici e cinque cicli di chemioterapia gli hanno consentito di diventare un campione indiscusso del ciclismo internazionale, vincendo nel 1999 il Tuor de France. Ma a questo punto il campione, che continua ad accumulare vittorie sportive importanti, si è sentito in dovere di uscire allo scoperto e lo ha fatto diventando un testimonial di eccezione proprio in occasione del congresso internazionale degli oncologi , svoltosi recentemente a New Orleans. Così , dagli stands dedicati alle associazioni degli ammalati, Armstrong ha lanciato alcune iniziative per la campagna di prevenzione, invitando principalmente i giovani all’autopalpazione dei testicoli e a “parlarne senza alcun timore perché la battaglia contro questo tumore, anche se in fase avanzata, può essere vinta”. E per il prossimo Tuor de France metterà al polso un braccialetto giallo, come segno di sostegno agli ammalati di tumore del testicolo, proprio come quello rosso è divenuto segno di solidarietà nei confronti delle persone sieropositive all’HIV. Il tumore del testicolo non è frequente come quello al seno ma in Italia colpisce 5 maschi ogni 100.000 abitanti. L'incidenza sembra comunque in aumento. Secondo l'istituto per la Ricerca sul Cancro britannico, negli ultimi vent'anni i casi in Inghilterra e Galles, questi tipi di tumore sono aumentati del 70%. Significa che un uomo ogni 500 sviluppa la malattia. Anche se le cause certe di questo incremento rimangono sconosciute, si ipotizza un ruolo importante degli ormoni femminili (estrogeni) contenuti principalmente nella carne e altri elementi tossici presenti nell'ambiente. Al contrario alcuni fattori di rischio sembrano essere già stati individuati con certezza. In primo luogo l'età con tre picchi significativi: il primo in età infantile, il secondo tra 15 e 35 anni ed il terzo oltre i 50 anni. Non vi è una predilezione di lato; tumori bilaterali hanno una incidenza attorno al 2%. Altri fattori di rischio sono rappresentati dall'atrofia testicolare, (volume estremamente ridotto) ed il criptorchidismo (un testicolo che alla nascita non sia ancora disceso nella sua sede normale). Il rischio di sviluppare un tumore nel testicolo criptorchide è di 10-20 volte superiore al normale. I sintomi possono iniziare come una infiammazione del testicolo (orchite e/o epididimite) con idrocele o dolore . Ogni tumefazione del testicolo che, nel giro di pochi giorni non regredisca con le cure mediche, deve essere quindi considerata sospetta e deve suggerire l’esecuzione di una ecografia scrotale assieme ad un dosaggio dei markers tumorali (v. tabella).
L’asportazione del testicolo è sempre indicata, qualunque sia il tipo di tumore testicolare e indipendentemente dallo stadio di malattia, perché serve per fare una diagnosi precisa. Infatti l’esame istologico guiderà la successiva fase della terapia: radioterapia per i tumori seminomatosi, oppure asportazione di linfonodi paraortici e paracavali (linfoadenectomia retroperitoneale), associati a cicli di chemioterapia nel caso di tumori non seminomatosi.
Dagli anni 80-90, grazie alla introduzione di nuovi chemioterapici, circa il 95% di uomini con cancro diffuso del testicolo possono essere guariti. La complicanza più temibile delle terapie è rappresentata dall’infertilità maschile, ma anche questa, con l’ausilio delle tecniche di fecondazione assistita, in molti casi , è risolvibile.

 

Tabella

I Marcatori del Tumore del Testicolo che sono importanti per seguire l’andamento della malattia:

  • Alfa-fetoproteina (aFP o AFP): aumenta in caso di tumori del sacco vitellino, teratomi, teratocarcinomi.

  • Be ta-gonadotropina corionica (bHGC): non è mai dosabile nell’uomo sano

  • Fosfatasi alcalina placentare (PAP o isoenzima di Regan): è elevata nei seminomi Latticodeidrogenasi (LDH): questo enzima, aspecifico, aumenta in corso di malattia: in particolare è un indice della massa tumorale






 


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