Anno II - n°14 - 30.11.2004 Pagine Nazionali

   


Oltre 400 esperti a congresso per le Giornate Italiane della Tiroide


Ogni anno in Italia 9mila persone si ammalano di cancro alla tiroide (l'1% di tutti i tumori e lo 0,5% delle morti per cancro) e il 10-12% della popolazione presenta alterazioni tiroidee. Non solo: il gozzo - ovvero l’ingrandimento della tiroide - colpisce circa 6 milioni di persone (il 10% della popolazione) e costa allo Stato 150mila euro all'anno fra diagnosi e terapie.
Di neoplasie tiroidee e gozzo endemico, cura dell’iper o dell’ipotiroidismo e nuove tecniche chirurgiche mini-invasive si parlerà nel corso delle Giornate Italiane della Tiroide, che si svolgeranno dal 2 al 4 dicembre nel centro congressi dell’Hotel Ariston di Paestum (Salerno).
Il congresso è promosso dall’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, con il patrocinio del Ministero della Salute, del Ministero dell’Istruzione, delle amministrazioni locali e della Società Italiana di Endocrinologia. Oltre 400 gli esperti italiani e stranieri che parteciperanno.
Alla sessione inaugurale - che avrà luogo il 2 dicembre nell’Aula Magna dell’Università di Salerno - saranno presenti anche il sindaco di Salerno Mario De Biase, il presidente della Provincia Angelo Villani e l’Assessore alla Ricerca scientifica della Regione Campania Luigi Nicolais. L’avvio dei lavori scientifici sarà infatti l’occasione per fare il punto sulle politiche sanitarie della regione e sulla scuola medica salernitana. Seguirà il simposio clinico su “Meccanismi di sviluppo e crescita delle neoplasie tiroidee”.
Il 3 e 4 dicembre il congresso si sposterà a Paestum per approfondire temi come la terapia con ormoni e farmaci durante la gravidanza e l’allattamento, la diagnosi e la cura dei noduli tiroidei, il gozzo endemico. “Per il buon funzionamento della tiroide - spiega il professor Franco Orio, primario del reparto di endocrinologia dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona - è necessario assumere 150 microgrammi di iodio al giorno, ma per la maggioranza della popolazione extraurbana e dei piccoli centri la dose giornaliera oscilla tra 50 e 100 microgrammi. Per questo le patologie della tiroide sono sempre più frequenti nel nostro Paese e la prevalenza del gozzo nella popolazione giovanile supera il 20 per cento”.





 


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