Anno II - n°14 - 12.10.2004 Pagine Nazionali

   


Spiate le conversazioni dei vicini al telefono? Ecco perchè


Vi è mai capitato di non riuscire a fare a meno di ascoltare una conversazione tra persone a voi estranee, magari per strada o sull’autobus? Accade spesso di ritrovarsi improvvisamente ad ascoltare discorsi altrui e a sintonizzarci sulla conversazione come se ci aspettassimo da un momento all'altro di dovere entrare a farvi parte. Non preoccupatevi: questo comportamento è assolutamente involontario. Lo conferma un gruppo di psicologi inglesi che ha studiato il comportamento di alcuni uomini cavia che sono stati sottoposti a loro insaputa ad una ricerca mentre viaggiavano in treno. Andrew Monk, dell'Universita' di York, in Inghilterra, ha dimostrato che e' dettato dal fatto che sentiamo solo una parte della conversazione mentre non possiamo sentire la persona all'altro capo della linea. Ed e' proprio questo bisogno di ascoltare, spiega sulla rivista Behaviour and Information Technology, che ci rende irritati dall"orchestra' di suonerie che si susseguono lungo il tragitto sul mezzo pubblico, scandendo l'inizio di una conversazione dopo l'altra. A scoprire la ragione dell'irrefrenabile impulso a impicciarci che ci domina appena ci si presenta un'occasione e che a sua volta e' causa dell'intolleranza diffusa verso l' invasione dei cellulari nei luoghi pubblici hanno contribuito gli ignari passeggeri di un treno. Il team di Monk infatti aveva ipotizzato che il fulcro del problema fosse sentire solo un interlocutore della conversazione e l'ha verificato con un trucco: telefono o non telefono, se questo e' il problema di fondo, spiega lo psicologo, e' chiaro che l'irritazione deve essere alimentata da qualunque conversazione ascoltata a meta'. Quindi Monk ha arruolato un gruppo di studenti in modo che parlassero al cellulare di cose piuttosto banali come l' organizzazione di una festa oppure che conversassero normalmente sempre facendo in modo che solo uno dei due interlocutori fosse udibile dal vicino scelto come ignara cavia del test. Come controprova ha inscenato altre conversazioni con lo stesso argomento in maniera in cui, pero', entrambi gli interlocutori fossero udibili dall'ascoltatore 'cavia'. Poi gli studiosi hanno chiesto agli ascoltatori di valutare quanto irritante e invadente fosse sembrata loro la conversazione ascoltata. Monk ha trovato che le persone giudicano sempre piu' irritante una conversazione in cui si sente un solo interlocutore, conversazione che riscuote sempre la maggiore attenzione dell'ascoltatore. Viceversa, racconta lo psicologo, gli ascoltatori non avevano neanche dato peso e quindi non ascoltavano affatto le conversazioni in cui entrambi gli interlocutori erano udibili.






 


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