Anno II - n°14 - 12.10.2004 Pagine Nazionali

   


Nuovo progetto riguardante l'infettività dei prioni


prof. V. Teichberg – prof. Mario Salmona

La proteina prionica ha una struttura secondaria molto peculiare perchè è costituita da una parte globulare molto organizzata e da una coda completamente destrutturata. Essa pertanto assomiglia vagamente alla struttura di una cometa. La coda destrutturata rende instabile l’intera proteina che, per ragioni non ancora chiarite, determina un’azione tossica sui neuroni (neurotossicità).
In questi ultimi 15 anni, abbiamo sintetizzato dei frammenti della proteina prionica per identificare i segmenti che potessero svolgere un ruolo importante sia per la modificazione della struttura secondaria della proteina sia per la manifestazione degli effetti neurotossici. Abbiamo identificato una serie di peptidi che si collocano fra la zona strutturata e quella destrutturata che riproducono molti degli effetti patologici dell’intera proteina nell’uomo e negli animali.
Il Dr. Vivian Teichberg, Responsabile del Dipartimento di Neurobiologia dell’Istituto Weizmann e il dott. Mario Salmona, Capo del Dipartimento di Biochimica e Farmacologia Molecolare dell’Istituto Mario Negri, hanno iniziato una collaborazione sui seguenti temi:
a) interazione dei peptidi prionici con la membrana cellulare. Lo scopo di questo studio è di dimostrare che i peptidsi sono in grado di formare dei pori stabili che riducono la selettività della membrana. In questo modo anche molecole potenzialmente tossiche per la cellula possono liberamente entrare attraverso i pori, superando le barriere naturali; b) generazione dei radicali dell’ossigeno all’interno della cellula. I radicali del’ossigeno sono molecole molto tossiche e, se prodotte in grandi quantità all’interno delle cellule, possano causarne la morte. Sappiamo che i peptidi che abbiamo selezionato sono in grado di accumularsi all’interno della cellula, pertanto vogliamo verificare se sono anche in grado di stimolare la generazione dei radicali dell’ossigeno.








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