Anno II - n°14 - 19.10.2004 Pagine Nazionali

   


Un osservatorio per difendere malati di tumore da notizie 'gonfiate'


Creare un Osservatorio sull'informazione in oncologia per controllare le notizie sul cancro diffuse dai media e difendere i malati, ''anello debole della catena'', da illusioni e false speranze. E' il progetto lanciato all'Hotel Fini di Modena, durante il primo convegno nazionale sul tema ''La gestione dell'informazione in oncologia''. Anche le parole aiutano a guarire, e' il messaggio degli esperti, che invitano alla cautela: ''Attenzione a trattare le nuove terapie in termini miracolistici - avvertono - perche' dall'altra parte dello schermo televisivo o del giornale ci sono migliaia di persone che vivono direttamente il dramma della malattia e notizie 'gonfiate' rischiano di danneggiarle''. Da qui l'idea di un osservatorio permanente, con l'obiettivo di monitorare a 360 gradi il mondo dei media, elaborare proposte e formare medici e addetti ai lavori.
Per l'intera giornata, durante il congresso promosso dal Dipartimento di Oncologia ed ematologia dell'universita' di Modena e Reggio Emilia, diretto dal professor Pierfranco Conte, si confronteranno medici, giornalisti, ricercatori, amministratori e rappresentanti dei pazienti e dell'industria. ''La comunicazione dei risultati della ricerca e degli effettivi avanzamenti nella cura dei pazienti oncologici - sottolinea Conte - e' una delle sfide che la medicina deve affrontare per mantenere credibilita' e fiducia nei confronti del pubblico. Spesso, infatti, i linguaggi dei ricercatori, dei clinici, dell'industria farmaceutica, degli amministratori, dei pazienti e dei media spesso differiscono radicalmente''. Lo scopo del convegno, al quale partecipa anche il farmacologo Silvio Garattini, e' di ''sottolineare che alla base della comunicazione vi sono diversi e legittimi interessi, per cui e' importante dare il giusto peso alle notizie in base alle fonti di provenienza''. Bisogna comprendere, prosegue Conte, che ''chi investe nella ricerca ha tutto l'interesse perche' emergano e vengano diffusi dati positivi''. D'altra parte, ''chi deve amministrare il denaro pubblico per garantire livelli di assistenza appropriati alla maggior parte delle persone ha interesse a capire dove e' meglio investire risorse''. Ma ''al di la' degli interessi commerciali, che spesso nascondono l'ambiguita' dei linguaggi, esiste un'effettiva controversia nel definire come misurare la rilevanza dei risultati della ricerca. E cio' e' ancora più importante in campo oncologico, perche' di tumore si ammalano sempre piu' persone e malgrado gli oggettivi progressi scientifici il cancro suscita tuttora una paura irrazionale''. Per questo ''le notizie che riguardano la patologia devono essere ponderate e gestite senza superficialita''', puntualizza lo specialista.
Il convegno modenese si chiudera' con una tavola rotonda sul tema della comunicazione medico-paziente, considerata uno dei punti fondamentali per la buona riuscita del percorso di cura. ''Le capacita' comunicative del medico non sempre sono adeguate a gestire al meglio il rapporto con il malato - ammette Conte - Purtroppo si impara sul campo, perche' non esiste un addestramento formale nelle universita'. Il risultato di queste lacune e' che spesso i pazienti girano per gli ambulatori con informazioni sbagliate, lamentano un cattivo rapporto con uno o piu' medici o non seguono le cure come dovrebbero''. Ma ''in questi casi la comunicazione pesa tantissimo: nel caso di patologie gravi, infatti, i pazienti e i familiari si attivano per consultare il maggior numero di persone possibili e alla fine si fidano solo di chi e' stato in grado di fornire loro in modo esauriente le informazioni che cercano e la strada da seguire'', conclude l'esperto.






 


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