Anno II - n°14 - 12.10.2004 Pagine Nazionali

   


Identificati i meccanismi sentinella della "Morte improvvisa" nei bambini


Da uno studio del San Raffaele pubblicato il 22 settembre sulla prestigiosa rivista scientifica New England Journal of Medicine è stato dimostrato che una semplice procedura - detta ablazione transcatetere - nel giro di pochi minuti e in anestesia locale può individuare e trattare una grave anomalia del ritmo cardiaco detta sindrome di Wolff-Parkinson-White.
La rivista ha inoltre dedicato ai risultati della ricerca un commento editoriale di Hein J.J. Wellens, uno dei massimi esperti di Aritmologia, il quale, nel rilevare l’importanza dello studio, sottolinea che è stato eseguito in un centro ad elevatissima competenza. La sindrome di Wolff-Parkinson-White è una malattia caratterizzata da improvvise accelerazioni del battito cardiaco, le aritmie, che possono essere benigne ma non di rado anche fatali. E’ determinata da una anomalia del sistema di conduzione elettrico del cuore e colpisce 1 bambino su 1000. Tale anomalia deriva dalla presenza di un fascio di conduzione parallelo al normale sistema di conduzione. La concomitanza del normale sistema di conduzione e della via accessoria permette che un impulso elettrico possa scendere verso le camere cardiache inferiori attraverso una via e risalire rapidamente alle camere cardiache superiori attraverso l’altra via anche per la durata di diverse ore. Lo studio è stato effettuato su 165 bambini di età compresa tra 5 e 12 anni e ha dimostrato come l’esecuzione dell’ablazione transcatetere, che è una tecnica ampiamente in uso in Italia, permetta l’eliminazione di tali fasci anomali per via percutanea a paziente sveglio attraverso l’applicazione di corrente definita a radiofrequenza. Tale tecnica consente una diagnosi precoce e la guarigione definitiva del paziente. La sindrome di Wolff-Parkinson White ha origine da un errato sviluppo genetico dell’impianto elettrico del cuore e colpisce prevalentemente giovani in pieno benessere, tra cui bambini, adolescenti, giovani adulti. I pazienti affetti da tale anomalia presentano un grado di rischio molto diverso, possono manifestare gravi sintomi con frequenti episodi di palpitazioni fino alla perdita di coscienza o all’opposto nessun sintomo. Il rischio, però, non dipende dalle manifestazioni cliniche, ma soprattutto dalle caratteristiche “elettriche” della via accessoria e del normale sistema di conduzione, per cui anche i pazienti asintomatici possono andare incontro ad aritmie fatali, come documentato dai ricercatori in 7 giovani soggetti, di cui 3 bambini di età compresa tra gli 8 e i 12 anni. Questo studio è ancora più significativo in quanto i ricercatori hanno osservato che i bambini hanno un rischio ancora maggiore rispetto agli adulti. “Da anni il nostro Centro al San Raffaele si occupa dello studio di questi pazienti asintomatici”, commenta Carlo Pappone, primo autore dello studio e direttore dell’Unità di Elettrofisiologia e Aritmologia dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele - “l’anno scorso, con una pubblicazione nello stesso New England Journal of Medicine, avevamo dimostrato che con le tecnologie attuali è possibile individuare alcune caratteristiche in grado di identificare giovani adolescenti ed adulti affetti da tale patologia e che non trattati sarebbero rimasti ad alto rischio di morte improvvisa.” Fino ad oggi era opinione generale che i pazienti asintomatici non fossero ad alto rischio e quindi essi venivano lasciati al proprio destino. Vincenzo Santinelli, coautore dello studio e responsabile della ricerca clinica dell’Unità di Elettrofisiologia e Aritmologia dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele, aggiunge: “Ritengo che vi siano le condizioni per un’applicazione di routine della tecnica di ablazione anche nei pazienti asintomatici ma è necessario che tali procedure siano eseguite solo in centri altamente specializzati.”








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