Anno II - n°14 - 12.10.2004 Pagine Nazionali

   


La meningite da meningococco C: Cosa è, come si previene


La forma di menigite causata da meningococco più delle altre può dar luogo a forme fulminanti che evolvono sfavorevolmente nell’arco di poche ore. Una delle conseguenze più temibili delle forme da meningococco C è la setticemia, o sepsi. Si tratta in generale di un evento potenzialmente fatale (il tasso di letalità arriva fino al 50%). Le tossine immesse in circolo nel sangue, infatti, recano danni ai tessuti e agli organi del corpo, e possono provocare uno shock settico nell’individuo colpito.

Come si può prevenire questa malattia? La presenza di vaccinazioni sicure ed efficaci costituisce il più importante strumento di prevenzione a nostra disposizione. Sapere come si può manifestare la malattia è un importante strumento di conoscenza per il genitore.
L’incremento della copertura vaccinale per l’Haemophilus influenzae tipo B, ha portato ad una significativa diminuzione dei casi di questa malattia, e rileva l’assoluta necessità di diffusione della vaccinazione anche contro il meningococco C.
I dati più recenti dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano tra l’altro un incremento dei casi di meningite dovuta a meningococco C e proprio nella prima parte del 2004 la percentuale di casi dovuti al meningococco C ha superato nettamente quelli dovuti al meningococco B (per il quale purtroppo al momento non esiste vaccino). Solo nella fascia di età 0-4 anni sono stati notificati ben 28 casi nei primi quattro mesi dell’anno in corso, ma bisogna tener conto del fatto che in molti casi non viene specificato il tipo di meningococco in causa, quindi i casi reali sono sicuramente più numerosi. E si trattava di casi prevenibili con il vaccino.

 

 Meningococco C . Un killer temibile, non più imbattibile Il meningococco è un batterio responsabile, come dice lo stesso nome, di meningiti e setticemie. I segni di meningite da meningococco non sono distinguibili da quelli della meningite acuta causata da emofilo tipo b e da pneumococco, tuttavia il meningococco è responsabile di un alto tasso di meningiti ad esordio cosidetto fulminante. In questa forma sono spesso presenti a livello della pelle piccole macchioline rosso vinaccia, dovute ad alterazioni gravi della coagulazione (sindrome di Waterhouse-Friedrichsen). Nel 10% dei casi la malattia può esitare in morte, dopo la guarigione sono frequenti postumi gravi come sordità, paralisi, ritardo psicomotorio.

Come si trasmette Anche questo batterio si trasmette attraverso le goccioline di saliva e attraverso le secrezioni respiratorie. Alcuni soggetti (20-30% dei bambini) ne è normalmente portatore nel naso e nella gola. Solo in alcuni casi il batterio riesce a superare le difese, entra nel sangue e provoca la malattia.
Il periodo di incubazione è mediamente 3-4 giorni.

Il vaccino Il meningococco è un batterio costituito da vari sierogruppi che sono a prevalenza variabile a seconda dell’area geografica. I vaccini attualmente disponibili per i bambini di età inferiore ai 24 mesi proteggono solo per il sottotipo C. In Italia tale vaccino è stato solo recentemente messo in commercio (aprile 2002). In Italia i due ceppi prevalenti sono il B ed il C: è stato registrato recentemente un incremento di casi dovuti al sierogruppo C. In particolare nel 2004 nella fascia di età 0-4 anni il meningococco C ha superato il 60% delle meningiti da meningococco.
Il vaccino antimeningococco tipo C è un vaccino inattivato costituito da una frazione del batterio coniugata con una proteina vettrice, stimola la memoria immunologica ed offre una copertura di lunghissima durata.
Esiste anche un vaccino tetravalente contenente altri 3 sierogruppi (comunque non significativi in Italia), oltre al C e noto come vaccino polisaccaridico: è del tutto inefficace al di sotto dei due anni e comunque non essendo in grado di stimolare la memoria immunologia ha un’efficacia molto limitata nel tempo. E’ utile soprattutto per i viaggi in luoghi in cui sono presenti gli altri sierogruppi.








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