Cura, prevenzione e ricerca saranno le parole chiave del nuovo reparto di oncologia del Galliera,
“evoluzione di un’attività già svolta da tempo”, spiega Franco De Benedetti, Direttore Generale dell’ospedale, “Con l’apertura di un nuovo reparto di degenza di 12 letti si vuole fare anche ricerca” e il nuovo direttore, Andrea Decensi, farà proprio della ricerca il suo cavallo di battaglia.
Il reparto di oncologia del Galliera è attivo da circa 25 anni , il bacino d’utenza dell’ospedale è molto vasto e vengono curate anche le fasce debole, anche chi non ha permesso di soggiorno. Ora, data la crescente richiesta si è sentita la necessità di creare un reparto dedicato all’oncologia a livello nazionale.
“Vogliamo fare oncologia APERTA”, spiega Decensi, “Utilizzo questo acronimo per indicare come punti chiave Assistenza, Prevenzione, Equipe, Ricerca, Tecnologia, Autonomia Scientifica.”
“Grande attenzione sarà posta al momento della prevenzione”, continua Decensi, “Non aspettiamo che il paziente si ammali: anche il cancro si può prevenire individuando i soggetti a rischio come avviene per altre patologie, ad esempio il cuore.”
Diagnosi precoce, screening e campagne antifumo sono solo alcune delle attività che già da tempo si svolgono al Galliera, in collaborazione con la città di Genova, prima fra tutte le strutture l’IST, e fuori dalla città con l’Istituto Europeo Oncologico e la Fondazione Maugieri.
“Il lavoro in equipe è indispensabile, i medici devono essere una squadra, gli infermieri bravissimi ed attenti, i biologi ed altri operatori competenti. Anche i pazienti fanno parte del team.” precisa Decensi, “Faremo nostro il primo teorema di Veronesi ricerca=miglior assistenza perché quando gli operatori diventano cultori della materia ne traggono beneficio i malati. Ricerca inoltre vuol dire capacità di attirare finanziamenti, quindi nuovi posti di lavoro e figure istituzionali.”
“Vogliamo inoltre collaborare con l’industria farmaceutica ma anche valorizzare farmaci che non sono mossi da interessi commerciali ma hanno minor prezzo e sono sempre efficaci”, conclude Decensi.
“La medicina ed i pazienti hanno capito l’importanza della massa critica, il valore del singolo ma anche del gruppo e della squadra”, riprende Alberto Costa, Direttore Scientifico dell’Istituto europeo di Oncologia di Milano e primario della Fondazione Maugieri, “Il concetto di network in oncologia sta diventando elemento determinante. Senza strutture specifiche i medici avrebbero a che fare solo con 4/5 casi all’anno. Bisogna creare centri dell’eccellenza con grossi risultati e una rete d’eccellenza per diffondere i risultati.”
“Vogliamo costruire centri con 150/250 casi all’anno per avere un’adeguata expertise, e qui a Genova ci sono tutte le premesse per un grande risultato”conclude Costa.
Per l’occasione è presente anche Umberto Veronesi, del quale Decensi è allievo, direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia. “La notizia è di quelle che fanno particolarmente piacere”, commenta, “non solo perché saranno valorizzate le ottime potenzialità del Galliera, ma anche perché si genereranno nuove sinergie con l’Istituo per la ricerca sul Cancro (IST) e il San Martino di cui potranno beneficiare non solo i pazienti della città ma anche di buona parte della Liguria.” Veronesi ripercorre le tappe dell’evoluzione in campo oncologico: dagli anni ’60, in cui era difficile controllare la malattia e, a causa di scarse conoscenze biologiche, si giungeva a diagnosi tardive. Allora si effettuavano trattamenti aggressivi, il “massimo trattamento tollerante” portava spesso ad amputazioni terribili che facevano tacere la malattia a molti che preferivano morire di cancro piuttosto che vivere mutilati. Si è passati poi alla svolta degli anni ’70: migliori conoscenze, lo sviluppo della diagnostica per immagini e una multidisciplinarietà hanno fatto sì che si invertisse la rotta e si cercasse il “minimo trattamento efficace” .
Dalla chirurgia “eroica” di inizio secolo si è passati così alla combinazione di varie terapie: chirurgia e radioterapia permettono la conservazione del seno; chemioterapia e chirurgia quella degli arti e chirurgia unita a radioterapia e chemioterapia consentono la conservazione della voce di chi è stato colpito da tumore alla laringe.
A Veronesi si devono molte conquiste dell’oncologia, soprattutto il riuscire a dimostrare scientificamente, grazie agli studi di equivalenza, i progressi realizzati rapidamente grazie ad un mutato modo di pensare in Italia che bada maggiormente alla qualità della vita. C’è comunque ancora molto da fare. “Stiamo lavorando alla creazione di farmaci preventivi per interrompere i percorso verso il tumore”, anticipa Veronesi, “La ricerca è il futuro dell’oncologia”