Anno II - n°14 - 12.10.2004 Pagine Nazionali

   


L’antinfiammatorio e le morti sospette...in discussione i rapporti tra ricercatori e case farmaceutiche


Aldo Franco De Rose - afdr@clicmedicina.it

Una notizia triste e raccapricciante. “27.000 persone forse, ancora non se ne ha certezza, sarebbero morte per aver assunto un antinfiammatorio per l’artrosi : il rofecoxib (Vioxx- Arofexx) appunto che da qualche anno ha invaso i mercati americani ed europei, tra cui l’Italia, e che solo di recente, giustamente, è stato ritirato dal commercio dalla ditta produttrice, la multinazionale Merck. Sono queste le conclusioni di uno studio della FDA successivo alla commercializzazione del farmaco e anticipate recentemente dal “Wall Street Journal”.
Secondo quanto riferito dal giornale lo studio non ancora pubblicato, sarebbe però già stato richieso dal presidente della Commissione Finanze del Senato, Charles Grassley, un repubblicano dell'Iowa che indaga sulla condotta dell’FDA. Attualmente l’allarme lanciato dalla stessa FDA si basa sui risultati dell'analisi di un database di pazienti di Kaiser Permanente, la grossa organizzazione americana per la tutela della salute. Gli esperti ritengono che dall'arrivo del Vioxx nel '99 al 2003, dei 20 milioni di americani che avrebbero assunto il Vioxx, circa 27.785 sarebbero sospettati di infarti e quindi di morti. E’ singolare dunque che anche un ente così rigoroso come l’FDA sia sospettato di avere avuto una condotta poco esemplare.
Ritorna insomma alla mente il rapporto tra industria e ricercatore. Oggi a differenza del passato, gli studi sponsorizzati sono circa il 30% rispetto a quelli spontanei. Sino a 10 anni addietro erano appena il 5%. Richhard Horton, editor di Lancet, nel 2001, assieme ad altri 8 grossi editori di giornali scientifici diceva che … “è sempre più diffusa la pubblicazione dei risultati di ricerche manipolate a favore del nuovo prodotto”. Un allarme sicuramente preoccupante!!! Allora sono necessarie nuove Regole, che evitino interferenze sulla libertà di giudizio da parte dello sperimentatore, che evitino valutazioni o decisioni dettate da un interesse personale.
E tutto questo per evitare il sospetto di un possibile conflitto di interessi che possa compromettere la fiducia dei pazienti verso il medico che quotidianamente deve prescrivere i farmaci.








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