Anno II - n°13 - 28.09.2004 Pagine Nazionali

   


Nemico ictus: Allarme dal congresso dei neurologi italiani


di Daniele Diena - Repubblica Salute

Urgenza ictus, un problema da affrontare e al più presto. Quando colpisce in Italia, solo un paziente su 10 (13% per l'esattezza) è ricoverato entro 3 ore, come dicono le linee guida, in un centro attrezzato, le "stroke units", per essere sottoposto alla trombolisi che libera il vaso ostruito. Nel 50 per cento dei casi i malati vanno in normali neurologie. Manca l'organizzazione dell'assistenza sul territorio che va molto al di là dell'operatività del "118" che, per le urgenze più difficili, può sempre allertare un elicottero. Il problema dell'ictus è una vera e propria carenza strutturale. "Stando alle linee guida", dice Fabrizio Antonio De Falco, direttore dell'Unità operativa di Neurologia all'ospedale Loreto Nuovo di Napoli, "dovrebbero esserci almeno 8 posti letto ogni 200 mila abitanti invece nel nostro Paese, secondo lo studio PROSIT (2003-2004), si arriva solo a 456 letti attivati in 67 "stroke units" contro i 2.300 previsti in 290 centri". Davvero pochi, visto che le malattie cerebrovascolari colpiscono, dopo i 65 anni, circa 7 persone su 100 e che l'ictus cerebrale rappresenta la terza causa di morte, dopo i tumori e le malattie cardiovascolari. L'appello viene dal XXXV Congresso della Società Italiana di Neurologia, che si terrà a Genova, Magazzini del Cotone, dal 25 al 29 settembre e dove sono attesi 3000 congressisti. Un megacongresso che farà il punto su tutte le patologie neurologiche: dalle malattie cerebrovascolari (ictus, traumi ecc.) a quelle neurodegenerative (Alzheimer, Parkinson ecc.), da quelle autoimmuni (Sclerosi Multipla) alle neuromuscolari (distrofie), all'epilessia e a tutte le altre. Alla convention, presieduta da Emilio Favale, ordinario all'università di Genova e curata da Gian Luigi Mancardi, direttore della Clinica Neurologica 2, dell'ateneo genovese, saranno comunicati importanti passi avanti su alcune patologie nervose molto diffuse.
Per l'ictus stanno per essere sviluppati nuovi farmaci trombolitici che saranno efficaci anche oltre le tre ore dall'evento che attualmente costituiscono il range di tempo utile per l'intervento. Dietro l'angolo c'è pure una terapia del tutto innovativa che punta a farmaci neuroprotettivi: le nuove sostanze permetteranno di recuperare il tessuto nervoso colpito dall'ischemia. "Nell'ictus cerebrale, oltre alla zona di tessuto irreversibilmente danneggiata dal mancato afflusso di sangue, c'è un'area circostante, in cui il tessuto è sofferente e funzionalmente compromesso, ma è ancora possibile un recupero anche completo", spiega Corrado Messina, presidente della SIN, "sono in studio, sia su modelli sperimentali che in trials clinici una serie di molecole che potrebbero "proteggere" il tessuto nervoso da un danno definitivo".
Novità in vista anche per la maggior parte delle malattie neurologiche più diffuse di cui si danno alcune anticipazioni in queste pagine.
Ricco di promesse infine il futuro. Le aspettative maggiori vengono dalla ricerca sulle cellule staminali, che però è ancora limitata alla sperimentazione animale.






 


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