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Anno II - n°13 - 04.08.2004 Pagine Nazionali
Malati eccellenti. clicMedicina -
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Ci sono professioni, lavori, mestieri, attività colpite in particolar modo dal Disturbo da Attacchi di Panico? Tra i professionisti sono maggiormente a rischio quelli più esposti a situazioni ansiogene o a ritmi di lavoro stressanti. Quindi manager, giornalisti, scrittori, artisti del mondo dello spettacolo, attori. “Paura di volare?” Il giornalista Gino Castaldo si rivolge ad Adriano Celentano su “Repubblica” (9-6-2004). Risponde il cantante: “Totale. In Francia e in Germania ci sono andato perché potevo arrivarci in macchina. Ma in America è diverso, mi arrivano ancora oggi offerte addirittura sconvolgenti, per quanto riguarda le cifre, ma non sono mai andato per paura di volare”. Adriano Celentano non è il solo personaggio famoso afflitto dalla paura di volare. A proposito di successo e di Stati Uniti, tutti gli esperti di musica leggera sono concordi nel dire che il sassofonista Fausto Papetti (morto nel 2001) avrebbe sfondato negli USA, dove le sue musiche e i suoi arrangiamenti sono famosi e diffusissimi in molti siti web, se non l’avesse sempre bloccato la paura di volare. Vittima di quella particolare forma di Panico che è la paura di volare è anche il giocatore di calcio olandese Dennis Bergkamp (noto anche in Italia per aver militato nell’Inter), che si è sempre sottoposto a faticosi trasferimenti in auto o in treno per arrivare a destinazione nel caso di partite da disputare in città e Paesi lontani e spesso ha rinunciato completamente alla trasferta. Sorte perfino più grama per il tennista svedese Mats Wilander. Il 21 dicembre del 1988 Wilander, al vertice del tennis mondiale dopo aver scalzato Ivan Lendl dal primo posto della classifica ATP, rimane imbottigliato nel traffico e perde l’aereo, che di lì a poco esploderà sui cieli di Lockerbie. Da allora la paura di volare e il Panico giocano un ruolo importante nel declino della sua carriera. Niki Lauda scese dalla macchina a Suzuka, in Giappone, mentre si stava giocando il campionato del mondo, e non corse più. Il grande direttore d’orchestra Franco Ferrara sveniva quando saliva sul podio e smise di fare concerti dedicandosi all’insegnamento. Kim Basinger diede segni di probabile agorafobia, barricandosi in casa per quattro mesi per paura dei luoghi affollati e del pubblico. Era Attacco di Panico vero quello che prendeva la cantante Barbara Streisand, nel bel mezzo dei suoi recital davanti al numeroso pubblico, costringendo l’artista a interrompere la performance. Di crisi di Panico hanno sofferto grandi attori come Sir Laurence Olivier e grandi concertisti come il pianista Arthur Rubinstein e il violoncellista Pablo Casals. Un altro grande pianista, Vladimir Horowitz, fu costretto a interrompere le sue esibizioni in pubblico per quindici anni. Altra vittima del Panico sono la popstar Michael Jackson e l’attrice Sissy Spacek. Sorprendentemente, sotto l’esuberanza gioiosa della cantante jazz Aretha Franklin e la rude virilità dell’attore cinematografico Burt Reynolds si è nascosto un cuore di Panico. Alle radici dell’albero genealogico del Panico nel mondo contemporaneo possiamo mettere uno che di genealogie se ne intendeva davvero, lo scienziato Sir Charles Darwin, che sembra fosse frequentemente colto da crisi di Panico, anche mentre vergava le pagine sulle origini delle specie, che avrebbero gettato nel panico scienza e ideologia del tempo – e non soltanto di quel tempo. A fronte di questi casi celebri, che sembrano confermare l’incidenza maggiore del DAP in certe categorie professionali, la Psicologa Paola Vinciguerra sottolinea che il DAP si diffonde a ritmi vertiginosi e si sta ormai estendendo trasversalmente a tutte le fasce professionali, sociali, economiche e culturali, dall’impiegato comunale al dirigente d’azienda, da chi ha il diploma di quinta elementare a chi è plurilaureato. Il problema è che chi appartiene alle fasce socioculturali meno protette ha meno difese nell’affrontare gli Attacchi di Panico, perché non dispone di strumenti e occasioni per individuarli come specifica patologia dal grande potere invalidante. Perciò in genere arriva dall’esperto molto più tardi rispetto a chi è più culturalmente avvertito. Ci arriva dopo parecchi anni di terribile convivenza con questo male per lui oscuro, quando il DAP ormai si è cronicizzato ed è più difficile da trattare e da sconfiggere.
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