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Anno II - n°12 - 08.06.2004 Pagine Nazionali
Al policlinico di Milano trapianto di rene dalla donatrice vivente più anziana d’Italia Silvia Robiglio - silviarobiglio@clicmedicina.it
Il 27 aprile Fedora, 76 anni, ha donato alla figlia Patrizia il rene sinistro dopo un lungo iter alla ricerca di un donatore e di un ospedale che accettasse di effettuare l’intervento. Patrizia, 44 anni, insegnante di chimica in dialisi
da un anno per i danni riportati in seguito a una forma di lupus, malattia autoimmunitaria che attacca le piccole arterie soprattutto renali, aveva sospeso i farmaci nel 1987. Ma la malattia aveva già fatto il suo corso, danneggiando i reni: nel '90 i primi segni di una grave insufficienza d'organo, quindi dieci anni di dieta speciale e un anno di dialisi. ''Poi la decisione di operarmi. Ma le liste d'attesa per il trapianto da cadavere erano lunghe sette-otto anni'', spiega Patrizia in occasione di un incontro con la stampa. Si è offerto allora il marito di Patrizia, un medico, ma il suo rene non era compatibile. La madre si e' subito candidata, ''ma e' stato un iter lungo e penoso'', ha sottolineato la figlia. ''Molti centri italiani hanno rifiutato il caso per l'età' della donatrice”, ha precisato la professoressa
Luisa Berardinelli, che dirige l' Unita' Operativa dei trapianti di rene al Policlinico, "Mentre noi, dopo gli esami necessari, ci siamo resi disponibili a operare, a patto che Fedora risolvesse prima un problema di varici. Lei ha accettato senza esitazioni, il 22 gennaio l'abbiamo portata in sala operatoria e tre mesi dopo abbiamo eseguito il trapianto''.
''La signora Fedora e' la donatrice di rene piu' anziana d'Italia", sottolinea la professoressa, "Ma nonostante l'età', il rene donato e' bellissimo, come quello di una signorina di 18 anni''. E ''non e' una sorpresa",
aggiunge Berardinelli, "molto spesso gli organi degli anziani sono in condizioni migliori di quelli dei giovani, che troppe volte sono rovinati da stili di vita scorretti e dal fumo di sigaretta. E non e' infrequente nemmeno trovare reni di ragazzi con tipiche 'lesioni da fast food'.
Cioè con vasi sanguigni danneggiati da aterosclerosi, dovuta a un eccesso di grassi alimentari''.
''Volevo donare il rene a mia figlia”, spiega Fedora, “L'ho fatto e ne sono felicissima. Sto benissimo ed e' come se non avessi subito alcuna operazione''.
''Il suo rene era in perfette condizioni, come quello di una ragazzina di 18 anni”, continua ha specialista, “Fedora e' straordinaria. E' stata dimessa dopo soli quattro giorni, ma gia nel pomeriggio del 27 aprile si e' alzata per andare a far visita alla
figlia.''
Patrizia, dimessa sette giorni dopo l'operazione, resterà a Milano ancora un mese, per definire le dosi della terapia anti-rigetto, ''più' 'soft' perché il rene nuovo era di sua madre''.
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