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Anno II - n°12 - 30.07.2004 Pagine Nazionali
Estate a tutto volume: rischio danni udito per 2 giovani su 10 clicMedicina -
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Walkman sempre acceso durante i viaggi, al mare o mentre si fa attività fisica. Serate scandite dalla musica, fra concerti e discoteca. D'estate due giovani su dieci rischiano l'udito. L'allarme arriva dal professor Desiderio Passali, direttore del Dipartimento di Scienze ortopedico-riabilitative, radiologiche e otorinolaringoiatriche dell'Università di Siena, che mette in guardia dai pericoli della musica a tutto volume. Il 12-14% degli italiani, circa 7 milioni di persone, accusa una riduzione, più o meno grave, della capacità uditiva. Una percentuale destinata a crescere del 5% all'anno: entro il 2005 i disturbi riguarderanno il 16% dei nostri connazionali. Ogni giorno 30 persone scoprono di avere problemi di udito, perché l'età media si allunga, ma anche perché aumentano inquinamento acustico ed esposizione al rumore, soprattutto tra i più giovani. ''D'estate sono soprattutto loro a rischiare di più - spiega Passali - In molti concerti o in discoteca il volume supera abbondantemente i 120 decibel, con punte che sfiorano i 150 dB, mentre il livello accettabile di ascolto della musica non dovrebbe superare i 95 dB''. La percentuale di ragazzi esposti a volumi 'spacca-timpani' ''è triplicata rispetto agli anni Ottanta, passando dal 6 al 18%. Sono in crescita - continua l'esperto - i casi di acufeni, i tipici disturbi originati da sovraesposizione a rumori forti: fischi, ronzii, fruscii, crepitii, soffi, pulsazioni''. La conseguenza è che la metà giovani lamenta problemi d'udito dopo l'esposizione prolungata alla musica ad alto volume. Per proteggersi, ''ai concerti o in discoteca - suggerisce - è una buona idea usare tappi auricolari che pur essendo piccoli e discreti, riescono ad offrire una protezione significativa''. In generale, un terzo di chi accusa questi disturbi impiega ben tre anni prima di parlarne con il medico. Il 37% non è cosciente del problema, mentre del rimanente 63%, il 30% non ha mai effettuato un controllo, pur sapendo di avere una ridotta capacità uditiva. Le conseguenze sulla salute possono essere rilevanti, sottolinea Passali: ''Esposizioni prolungate al rumore possono causare anche tachicardia, variazione della pressione arteriosa e della capacità respiratoria, gastriti, nausea, alterazioni del campo visivo e della trasmissione degli impulsi nervosi. Ci sono poi gli effetti psicologici, tutt'altro che trascurabili, che possono rendere difficile la comunicazione, generare aggressività, emicrania, capogiri, inappetenza, difficoltà di concentrazione''.
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