Utility per Interner Explorer:
Anno II - n°12 - 08.06.2004 Pagine Nazionali
41° congresso nazionale Società italiana di radiologia medica Palermo, 7-11 maggio 2004 Carmelo Nicolosi - www.gds.it
Gli ultrasuoni sono realmente innocui? Una domanda che da anni affligge gli studiosi e che finora ha ricevuto solo risposte innegabilmente incomplete. Un campo dove si è scavato poco, cosa che ha portato eminenti scienziati a chiedersi se si stia utilizzando l’ultrasonografia con leggerezza, soprattutto nell’età dell’infanzia e dell’adolescenza, un quesito che avrebbe dovuto moltiplicare gli sforzi per capire se l’impiego diagnostico dell’ecografia sia da collegare a danni biologici. “Purtroppo, gli entusiasmi suscitati dall’introduzione sistematica in diagnostica strumentale della metodica ecografica ha portato a trascurare, per lungo tempo, il problema relativo all’interazione tra fascio ultrasonico e materia vivente, con l’analisi dei possibili effetti biologici secondari indesiderati”, osserva il professore Adelfio Elio Cardinale, presidente del 41° Congresso della Società italiana di radiologia medica (Sirm) che si svolge a Palermo dal 7 all’11 maggio, uno dei maggiori studiosi, in campo internazionale, delle metodologie diagnostiche che utilizzano radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, preside della Facoltà di Medicina dell’università di Palermo. Cardinale, da anni sostiene che l’applicazione clinica degli ultrasuoni va effettuata con cautela, prudenza e saggezza, considerato, tra l’altro, che una recente indagine statistica ha dimostrato che la diffusione clinica dell’ecografia, nel mondo, è superiore a quella dell’elettrocardiogramma, un impiego eccessivo, in particolare nel campo ostetrico-ginecologico. Al 41° Congresso nazionale della Sirm, il dipartimento di Scienze radiologiche dell’università di Palermo, diretto dal professore Roberto Lagalla, ha presentato una ricerca attuata sui conigli, in corso di pubblicazione sul prestigioso periodico americano Journal of clinical ultrasound. Viene dimostrato che il fascio ultrasonico, soprattutto in presenza di mezzo di contrasto, induce un danno alle strutture anatomiche che si trovano all’interno del suo raggio d’azione, in particolare alle cellule del fegato, alle strutture interne dei piccoli vasi sanguigni, ai microvilli biliari.
Particolare “vulnerabilità” all’azione del fascio ultrasonico ha dimostrato l’apparato mitocondriale. Sono stati osservati danni ai mitocondri, gli organuli deputati alla respirazione cellulare e sede di produzione di energia nella cellula. Per il professore Adelfio Elio Cardinale, il fenomeno può essere, almeno parzialmente, ricondotto alla diversa composizione della membrana interna di questi organuli, rispetto alle altre membrane biologiche. Nel gruppo animale di controllo, non trattato con mezzo di contrasto, sono stati osservati gli stessi effetti negativi, soprattutto a carico dei mitocondri, con l’impiego di bassa potenza del fascio ultrasonico, ma dopo una prolungata esposizione. “Abbiamo dimostrato - spiega Lagalla - che l’utilizzo di potenze di emissione più alte del fascio ultrasonico per determinare la risonanza, in presenza di mezzo di contrasto, provoca gli stessi danni, ma in tempi breve di esposizione”. Secondo lo studio attuato dai ricercatori dell’università di Palermo, i danni ai mitocondri sono prodotti dall’elevazione della temperatura (effetto termico) e dall’azione vibratoria (meccanica) sugli elementi cellulari, provocata dall’azione diretta del fascio ultrasonico formato da onde meccano-elastiche. “Gli ultrasuoni – spiega il professore Adelfio Elio Cardinale – sono una forma di energia di tipo meccanico e determinano essenzialmente compressioni e decompressioni sulla materia, sollecitandone i legami fisici e determinando assorbimento di energia, particolarmente per attrito tra le strutture”. “Gli ultrasuoni – continua il noto studioso – sollecitano le strutture di connessione elastica tra gli elementi della materia vivente, con cessione di parte dell’energia, fenomeno che determina un innalzamento della temperatura, la rottura di legami e alterazioni nei processi di scambio ionico e gassoso”. “In sintesi – sottolinea Cardinale – le nostre osservazioni sperimentali inducono a sostenere che gli ultrasuoni utilizzati in diagnostica non sono sicuramente privi di effetti indesiderati. E’ opportuno quindi adottare sempre il principio della giustificazione e dell’ottimizzazione dell’esame ecografico. L’ultrasonografia è stata una grande conquista, ma va impiegata senza abusi, con giudizio e saggezza”. Dal 41° congresso nazionale della Sirm, anche un invito alla cautela ultrasonografica in gravidanza, soprattutto nel periodo dell’organogenesi (entro il primo trimestre di gravidanza) periodo in cui il feto è particolarmente sensibile all’azione delle vibrazioni meccano-elastiche e il consiglio ai ginecologi di attenersi alle indicazioni protocollari del Ministero della Salute che identifica in tre il numero dei monitoraggi ecografici in gravidanza, mentre un’indagine dell’Istituto superiore di sanità ha messo in luce che oltre il 90 per cento delle donne effettua la prima visita entro il terzo mese di gravidanza e si sottopone nel corso della gestazione ad un numero medio di ecografie di molto superiore a quello consigliato. In Italia, ad essere sottoposte al maggior numero di ecografie sono le donne gravide del Sud con una media di 6,2 esami ecografici nel corso della gravidanza. Seguono quelle del Centro con 5,5 e quelle del Nord con 4,9. Dal Rapporto dell’ISS, emerge che solo poche donne (17 per cento) si sono sottoposte nel 2002 a 3 ecografie, come raccomandato dal Ministero della Salute, mentre il 50 per cento ne ha fatte 4-6 e oltre il 30 per cento 7 o più. Un dato che dimostra l’abuso in Italia dell’esame ecografico in gravidanza. “In gravidanza – dicono gli esperti riuniti a Palermo – occorre molta cautela, soprattutto nel primo trimestre di gestazione, quando si ricorre all’utilizzo di sonde transvaginali che portano il prodotto del concepimento a diretto contatto col fascio ultrasonico”. Studi sperimentali su animali hanno evidenziato lesioni epatiche in feti le cui madri erano state sottoposte ad ultrasuoni. I dati osservati consentono di confermare come il danno biologico indotto dagli ultrasuoni tenda a confermarsi anche con l’uso di apparecchiature di ultima generazione. La preoccupazione dei radiologi per lo sproporzionato uso dell’ecografia in gravidanza è sintetizzato dal presidente del 41° congresso Sirm, professore Adelfio Elio Cardinale. “La preoccupazione dei radiologi induce di frequente la vivace reazione dei ginecologi i quali, in gran parte, asseriscono l’assoluta compatibilità della metodica ecografica con l’integrità del prodotto del concepimento, con motivazioni più seducenti che convincenti”. Queste pagine sfruttano standard
di programmazione avanzata
, sebbene i contenuti sono
visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un
browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul
Vs. disco, oppure siete in Internet con un
browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un
browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito
http://webstandards.org/act/campaign/buc/
Stampa ottimizzata con standard avanzati
Copyright © 2002 clicMedicina s.r.l. - Marchi depositati - Riproduzione vietata
Testata Giornalistica Iscritta al Tribunale di Genova n° 9 del 05/06/2002 |