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Anno II - n°12 - 08.06.2004 Pagine Nazionali
Alcolismo: in aumento tra giovanissimi e donne Silvia Robiglio - silviarobiglio@clicmedicina.it
La fotografia dei consumi alcolici nel nostro Paese, presentata dall’ISS nell’Alchol Prevention Day continua a mantenere i dati allarmanti registrati gli scorsi anni: sono i giovanissimi e le donne i soggetti maggiormente a rischio. Si stimano circa 900mila giovani al di sotto dei 16 anni di età che già consumano bevande alcoliche.
L’età in cui si inizia è in Italia la più bassa europea : 11-12 anni. Dalle indagini ISTAT emerge che i maschi preferiscono la birra (354.349 consumatori nel 2001), seguita dal vino (196.394 individui), dagli aperitivi alcolici (188.617) e dagli amari (94.137 individui). L’incremento maggiore, tra gli adolescenti di sesso maschile,
considerando gli ultimi quattro anni, si registra per gli aperitivi alcolici (+ 32,7 %) e per gli amari (+ 5,4 %). Il più elevato numero di consumatrici si registra, analogamente ai coetanei di sesso maschile, tra le giovani che bevono birra (216.462 adolescenti) e anche per il sesso femminile si rileva un’equivalenza nel numero di consumatrici di vino e di aperitivi alcolici (122.382 e 121.117 adolescenti). A differenza dei maschi, tra le adolescenti si registra un più elevato numero di consumatrici di superalcolici (56.182) rispetto agli amari (34.855). Tra le teen-ager, infine, l’incremento maggiore, nei 4 anni esaminati, si registra per gli aperitivi alcolici (+ 28 %).
Ma perché si diffonde sempre più questa abitudine che diviene una vera e propria malattia? I dati hanno rivelato che i giovani italiani bevono per sentirsi più sicuri e loquaci in gruppo, oltre che “trendy” agli occhi degli amici. Per questo, il 12,2% degli adolescenti, preferisce bere fuori dai pasti, una modalità di consumo che segue, oltretutto, un trend in ascesa per entrambi i sessi: + 3,9 % per i maschi e + 27,6 % per le femmine.
“L’alcol, a differenza degli altri principali fattori di rischio per la salute” , spiega Emanuele Scafato, responsabile alcol dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga (OSSFAD) dell’ISS, “Gode di un’accettazione sociale e di una popolarità legate alla cultura italiana del bere che poneva, fino a 10 anni fa, il consumo di vino come alimento inseparabile dall’alimentazione, ma che oggi, al contrario, separa il bere dalla ritualità dei pasti, legandolo, invece, agli effetti che esso esercita sulle performance personali”. Alla luce, dunque, delle abitudini modificate e della maggiore offerta di bevande alcoliche, continua Scafato, “l’ISS, impegnato da anni in attività di monitoraggio dei consumi alcolici e di prevenzione delle modalità di uso e abuso, offre alla popolazione materiali di sensibilizzazione, di informazione e di intervento attraverso una serie di strumenti, quali il sito Web dell’OSSFAD e un opuscolo rivolto alla popolazione generale per la riduzione dei consumi. Verrà, inoltre, potenziata, nell’ambito di una collaborazione con il Ministero della Salute anche l’attività del Telefono Verde Alcol che offre consulenza a chiunque abbia un problema di dipendenza o si voglia orientare per l’assistenza agli alcolisti”.Nel 2001, l’ISTAT ha contati 870mila consumatori di alcol di età compresa tra i 14 e i 16 anni, 22mila in più rispetto al 2000 e 89mila in più rispetto al 1998. Tra questi, sono circa 400mila quelli che abusano soprattutto di birra, vino e aperitivi alcolici. L’incremento maggiore si registra tra le teenager, passate dal 35,7% del 1998 al 41,6% del 2001, mentre la prevalenza di consumatori tra i maschi è salita dal 46,2% al 51,6%. Non solo i giovani sono vittime del fenomeno. Anche il numero di consumatrici adulte è aumentato, nel quadriennio considerato, del 7,7%. I dati sono il risultato delle elaborazioni dell’Istituto Superiore di Sanità sui dati ISTAT relative alle Indagini Multiscopo sugli “Stili di vita e condizione di salute” per gli anni 1998-2001 , presentati oggi all’ISS nel corso del workshop “Alcol Prevention Day - Mese di prevenzione alcologica”. Le indagini ISTAT sono state condotte attraverso la compilazione di questionari completati in media da 60-70.000 individui in circa 800 comuni per un totale di 25-30.000 nuclei famigliari. L’anno 1998 è preso come anno di riferimento in quanto anno di avvio del Piano Sanitario Nazionale 1998-2000 che, per la prima volta, includeva esplicitamente obiettivi di salute orientati alla riduzione del consumo di bevande alcoliche.
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