Anno II - n°11 - 08.04.2004 Pagine Nazionali

  


Mass media e disturbi infantili

Silvia Robiglio - silviarobiglio@clicmedicina.it 

Che i mass media stiano diventando sempre più cattivi maestri è ormai assodato, come pure il fatto che sempre più spesso siano delegati dai genitori a tutela dei loro figli, che sempre più spesso si identificano nei supereroi tutti muscoli e bellezze impaillettate. Ma da una ricerca britannica arriva un nuovo allarme: nei soggetti psicologicamente più fragili e con un difficile rapporto coi genitori può svilupparsi una vera e propria ossessione derivata dalla passione per personaggi celebri. ''Questa passione, che a volte si trasforma in una vera ossessione", spiega John Maltby, ricercatore della britannica Universita' di Leicester, autore di uno studio pubblicato sulla rivista 'Personality and Individual Differences', "Sembra essere la diretta conseguenza dell'incapacità di questi bambini di stabilire normali relazioni sociali con coetanei e adulti'' 

Durante la ricerca sono stati analizzati 191 ragazzi tra 11 e 16 anni, e si è giunti alla conclusione che esistono due tipi di “passione” per le celebrità. Nella “normale i teenager discutono tra loro dei loro idoli e commentano le azioni dei loro preferiti, nella “patologica” si sviluppa un rapporto molto personale, quasi morboso, nei confronti del personaggio preferito, che alla fine diviene ''l'unico vero amico”. Un bambino su 10 sembra avere questo modo di rapportarsi con i modelli di uomini celebri, che creano in loro comportamenti antisociali. Il bambino riempie quel vuoto che sente per un assenza da parte dei genitori con un personaggio famoso, stimato da tutti e con una vita brillante, arrivando ad escludere gli altri completamente, rintanandosi così in modo immaginario che lo porterà alla totale solitudine. Occorre quindi una grande attenzione nei genitori per riuscire a prevenire in tempo quello che potrebbe diventare un grave problema.

Contemporaneamente si alza l'allarme lanciato dai ricercatori della Oxford University che hanno intervistato 1000 genitori scoprendo che almeno un quinto dei bimbi da 4 a 10 anni dorme dalle due alle cinque ore di meno rispetto a quanto facessero i genitori alla loro stessa età. Colpa delle stanza super tecnologiche in cui tra play Station, computer e telefonino il bambino perde ore di sonno prezioso. Inoltre, spiega su Bbc online la coordinatrice dello studio Luci Wiggs, la vecchia buona abitudine della favola letta da mamma o papà prima di andare a letto e' ormai preistoria anche se sarebbe ancora ideale per indurre alla calma pre-sonno. Non solo e' tramontato il gusto di leggere o farsi leggere una storia prima della 'nanna', avverte, ma anche i telefoni cellulari che ormai sono uno strumento diffuso tra i piccoli possono minacciare la loro quiete sotto le coperte. Infatti i bambini spesso vi passano ore a mandare messaggini, invece di dormire. Ma la cosa peggiore e' che c'e' un grosso punto interrogativo sugli effetti a lungo termine sulla salute psicofisica del bambino che dorme meno. Per ora si sa solo che sul breve periodo dormire meno abbassa il rendimento fisico e cognitivo del bambino.








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