Anno II - n°11 - 08.04.2004 Pagine Nazionali

  


Edinburgh Postnatal Depression Scale: importante strumento per lo screening della depressione post natale

Silvia Robiglio - silviarobiglio@clicmedicina.it 

La depressione post-natale è un disturbo caratterizzato da improvvisa irritabilità e collera, una sensazione nella neomamma di sentirsi priva di forze e un inspiegabile senso di colpa. Ne viene colpito il 15 % delle mamme e si manifesta  entro i dodici mesi successivi al parto, anche se l’insorgenza è datata, più frequentemente, tra quattro e sei settimane. Tende a svilupparsi gradualmente, può persistere per diversi mesi ed essere causata anche da un aborto. In una piccola percentuale di casi può tradursi in depressione cronica o ripresentarsi nelle gravidanze successive.

Al fine di individuare il maggior numero di donne con segni di depressione post-natale è necessario fare attenzione ai sintomi riferiti, ai sentimenti e pensieri negativi espressi, ma anche alla loro persistenza e alla intensità con cui sono vissuti. Il mancato riconoscimento di una depressione aumenta il rischio di conflitto nella coppia e la possibilità di separazione e divorzio, oltre ad incidere sul benessere del neonato e di altri figli. Lo strumento di screening più comunemente utilizzato in periodo postnatale è la Edimburg Postnatal Depression Scale (EPDS) o Scala di Edimburgo (disponibile in traduzione italiana), che andrebbe utilizzata in tutte le donne alla prima visita di controllo (approssimativamente sei settimane) dopo il parto e che, nei casi incerti, è consigliabile utilizzare nuovamente a distanza di due settimane. Una seconda valutazione può essere fatta tre mesi dopo il parto. EPDS dovrebbe essere somministrata da professionisti specificatamente formati. EPDS, che non individua le madri con nevrosi d’ansia, fobia e disturbi della personalità, non può essere considerata come unico criterio clinico, ma permette di individuare la popolazione per la quale è indicato un accertamento accurato. In altri termini, EPDS dovrebbe essere offerta alle donne in periodo postnatale come parte di un programma di screening e non deve essere considerata uno strumento diagnostico. La diagnosi di depressione postnatale richiede infatti una accurata valutazione clinica. La scala comprende dieci affermazioni. Le madri scelgono tra quattro possibili risposte quella che corrisponde meglio allo stato d'animo provato durante gli ultimi sette giorni. Il suo valore predittivo positivo varia da 44% a 73%, dipendentemente dai limiti di soglia che vengono scelti. 'aggiunta della Edinburgh Postnatal Depression Scale (EPDS) nell'ambito delle visite pediatriche postnatali costituisce un mezzo efficace per rilevare la depressione postnatale nella madre: confidare solo sulle ostetriche per il rilevamento di questo disturbo è infatti problematico, e la visita pediatrica postnatale può fornire un ambiente alternativo idoneo. Le donne con alti tassi di sintomi depressivi postnatali sono molto comuni negli ambienti urbani, e possono essere individuate nelle visite pediatriche del bambino nel primo anno di visita con il semplice uso di un maneggevole strumento di screening standardizzato. In questo senso, i pediatri possono giocare un ruolo molto importante.






Fonte:
  • Pediatrics. 2004;113:551-558


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