Anno II - n°11 - 08.04.2004 Pagine Nazionali

  


Obesità: come combatterla


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it 
Dieta, farmaci e stile di vita riducono il peso del 10% e prevengono il diabete. La conferma da uno studio effettuato su oltre 3 mila obesi: in un anno la circonferenza del punto vita è diminuita di quasi 10 cm mantenendosi di 6,5 cm dopo quattro anni. Nuove speranze per gli obesi: uno studio svedese ha dimostrato che è possibile perdere il 10 per cento del proprio peso, associando ad una dieta equilibrata ed alla attività fisica una corretta terapia farmacologica. E’ quanto emerge dallo studio Xendos - che in quattro anni ha raccolto 2 milioni di dati dagli oltre 3 mila pazienti obesi arruolati. I pazienti trattati con orlistat – questo il nome scientifico della molecola che previene l’assorbimento di circa il 30 per cento dei grassi inibendone la digestione – hanno fatto registrare una perdita di peso di circa il 10 per cento e una significativa riduzione della circonferenza del punto vita. Tutti i pazienti, sia quelli che assumevano orlistat sia coloro che ricevevano il placebo, hanno seguito anche un programma dietetico. Non solo, ma chi ha assunto questo farmaco ha visto anche diminuire il rischio di sviluppare il diabete di tipo II di oltre il 37 per cento. “Il fatto che la riduzione di peso si sia accompagnata ad una riduzione della circonferenza della vita chiaramente superiore nei pazienti che hanno preso orlistat – ha sottolineato il professor Francesco Cavagnini - significa che la perdita di peso è avvenuta a scapito del grasso viscerale, il che ha una notevole importanza clinica. E alla maggiore riduzione di peso e della circonferenza della vita si sono associate una maggiore riduzione della pressione arteriosa (sia sistolica che diastolica) e una significativa riduzione del colesterolo LDL”. Un’arma in più, dunque, per combattere l’obesità, definita “la più recente epidemia americana”, a causa dei 120 milioni di individui che ne sono affetti. Ma anche in Europa e in Italia non si scherza. E la comunità scientifica disegna anche un altro, preoccupante scenario: il 90 per cento dei diabetici è obeso o quantomeno in soprappeso.







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