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Anno II - n°10 - 04.02.2004 Pagine Nazionali
Meningite: 223 casi nel 2002, il 13% mortali
clicMedicina - redazione@clicmedicina.it
Duecentoventitre casi nel 2002 in Italia, il 70% tra giovani con meno di 25 anni e il 13% quelli mortali. Sono i numeri della meningite da meningococco, una malattia tra le piu' temute da genitori e pediatri, ma di cui la gente sa poco. Lo si rileva dai risultati, presentati oggi a Milano, di un'indagine Demoskopea secondo cui il 79% degli italiani non sa che grazie ai vaccini si possono prevenire alcune forme della malattia. L'indagine, su un campione di 1.000 individui rappresentativo della popolazione italiana dai 14 ai 79 anni, ha messo in rilievo che l'84% degli intervistati considera la meningite una malattia grave che colpisce i bambini, ma ben il 74% non ne conosce le varie forme e, appunto, il 79% non sa che alcune sue forme sono prevenibili coi vaccini. Infatti, solo il 17% ha risposto di aver vaccinato il proprio figlio. Il 50% di costoro, però, non sa quanti vaccini ha gia' somministrato ai propri bambini e l'83% di questi ultimi non ne ricorda il tipo ne' il nome. Infine, l'80% degli intervistati ha dichiarato che le informazioni disponibili sulla meningite e sui vaccini sono insufficienti o poco chiare. Dati che fanno dire al pediatra Marcello Giovannini (Ospedale San Paolo, Università di Milano) che ''in Italia purtroppo non c'e' una cultura della vaccinazione. Da noi - ha aggiunto - ci si divide ancora fra favorevoli e contrari, nella diatriba fra vaccinazioni obbligatorie e non, quando invece la medicina, scienza fondata sull'evidenza, dovrebbe indurre tutti a utilizzare dove e' possibile le vaccinazioni per prevenire malattie gravissime. A coloro che mi portano esempi di problemi di salute dopo la vaccinazione, chiedo se prima era stata misurata la temperatura. Perché il vaccino va sempre somministrato a una persona in stato di salute piena''. Giovannini ha riferito che ''in Inghilterra, nel 2001 hanno utilizzato contro la meningite meningococcica di tipo C il vaccino, nato nei laboratori italiani Chiron, per una vaccinazione generalizzata della popolazione da 0 a 18 anni e in un anno hanno quasi azzerato i casi di questo tipo di meningite (che sono il 50% dei casi piu' gravi). E bisogna tener presente che in Inghilterra, dove c'e' una cultura della vaccinazione, non esistono vaccinazioni obbligatorie, ma la gente vi si sottopone perché sa che significa prevenire le malattie''. Esistono diverse forme di meningite (880 casi segnalati nel 2002 all'Istituto superiore di sanità), a seconda dell'agente infettivo. Essa puo' essere infatti virale (la forma meno temuta) o batterica. Quest'ultima ha tra le cause diversi agenti patogeni: l'Haemophilus influenzae di tipo B, lo pneumococco e il meningococco. Proprio quest'ultimo (223 casi nel 2002), negli ultimi tempi e' divenuto la causa piu' comune di meningite fra i bambini e i giovani adulti. Si differenzia in vari ceppi e i piu' comuni in tutto il mondo sono cinque: A, B, C, W135 e Y. In Italia i soli sierogruppi B e C sono responsabili di tutti i casi di malattia da meningococco. Quanto al gruppo B, il vaccino e' allo studio e si prevede possa arrivare in farmacia entro il 2010. Ma per il gruppo C, responsabile nel 2003 del 46% di tutti i casi, da un anno e' disponibile il vaccino della Chiron, studiato in Italia alla fine degli anni '90 su esplicita richiesta della Gran Bretagna e oggi adottato per campagne di vaccinazioni di massa (e inserito nei calendari vaccinali) in Paesi come l'Irlanda, la Spagna, i Paesi Bassi, il Canada e l' Australia. Un vaccino - ha sostenuto oggi Rino Rappuoli, direttore della ricerca dell'Azienda produttrice - che in Gran Bretagna e' stato distribuito in 20 milioni di dosi senza apprezzabili effetti collaterali. In Italia il prezzo del vaccino, se prescritto dal pediatra e acquistato in farmacia, e' di 57 euro la dose: per i bambini fino all'eta' di un anno le dosi sono tre, dopo il primo anno la dose e' unica. Ma la distribuzione da parte del Servizio sanitario nazionale e' a macchia di leopardo: ci sono Asl in cui e' somministrato gratuitamente o con un ticket da 15-20 euro ai bimbi a rischio come quelli, fra i piu' piccoli, che frequentano comunita' affollate, come il nido. Per altre, come l'Asl di Legnano dove lo scorso anno si sono verificati molti casi, la somministrazione e' gratuita. Alcune Regioni, come Lazio, Toscana, Veneto, Lombardia, Puglia hanno leggi ad hoc.
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