Queste pagine sfruttano gli standard avanzati W3C, sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati W3C



Anno II - n°10 - Risposte ai lettori

Innesti


Egregio prof. De Rose,mi permetto di approfittare della Sua professionalità per esporle un quesito: ho di recente letto estratti di un congresso andrologico in cui era illustrato un intervento sperimentale di allungamento e allargamento dei corpi cavernosi mediante inserimento di patch di vena safena, o di altro innesto, nella loro struttura. Anche Lei, nella Sua rubrica andrologica on line parla, seppure in termini sommari, di ampliamento dei corpi cavernosi. Omettendo i motivi prudenziali che suggerirebbero tecniche meno invasive in caso di pene non patologicamente (ma solo soggettivamente) piccolo, e posto che l'esigenza di una valutazione clinica è comunque necessaria: è fattibile questo intervento? Di quanto si allunga il pene? Dove posso rivolgermi? Le sarei davvero grato se mi volesse fornire qualche informazione, preliminaremente ad una visita andrologica. La ringrazio cortesemente e Le porgo cordiali saluti. 

L'allungamento del pene è solo apparente e deriva dalla sezione del ligamento sospensore del pene. Questo consente di "guadagnare 1,5 cm, max 2. Tutte le altre metodiche o "presidi paramedici", sono solo chiacchiere e fonti, molto spesso, di problemi. Differente è il problema dell'ingrossamento che può essere realizzato "con cautela". Arrivederci e grazie per l'attenzione. aldo f de rose