Egregio Dott. De Rose
ho trovato il suo indirizzo di posta elettronica in rete e ho avuto modo di verificare il suo interesse verso questa patologia.
Circa due anni e mezzo fa, a qualche mese di distanza dalla comparsa dei primi severi sintomi urinari, mi è stata diagnosticata una prostatite che oggi, dopo tutto questo tempo, posso considerare cronica.
La natura stessa della malattia mi ha portato a frequentare molti studi specialistici e non ottenendo alcun risultato di rilievo, a documentarmi il più possibile sulla patologia, non certo per far da se ma per avere maggiore consapevolezza della mia condizione. Attraverso questo grande strumento di comunicazione che è internet ho avuto la possibilità di parlare con centinaia di ragazzi nelle mie stesse condizioni, non solo in Italia.
Col tempo ho capito che di questa malattia si sa poco e che solo nell'ultimo decennio si sta cercando di saperne di più. Allo stesso tempo ho sempre ritenuto inconcepibile che una patologia così diffusa (attendibili statistiche parlano del 5 % della popolazione maschile sopra i 20 anni), sicuramente non mortale ma grave e per certi versi invalidante, fosse considerata dal mondo scientifico alla stregua di un raffreddore o peggio ancora come una sorta di non malattia, di stato mentale.
Ho deciso di rimboccarmi le maniche e di riunire in un unico luogo tutte le persone che col tempo avevo contattato. All'inizio del 2003, non senza difficoltà ho fondato un gruppo di discussione sulle prostatiti che risiede su Yahoo nella sezione "gruppi" (per accedervi basta una banalissima iscrizione a yahoo, la stessa che si usa per avere un qualsiasi indirizzo di posta elettronica, il gruppo è denominato "prostatite" e non presenta alcuna forma di moderazione). Ebbene, con un semplice passaparola, senza particolari appoggi da parte di nessuno, in un anno hanno aderito al gruppo circa 270 persone, non solo malati ma anche addetti ai lavori.
L'esperienza positiva del gruppo mi ha convinto ad andare oltre, a mirare più in alto. Con altri ragazzi abbiamo acquistato uno spazio web e stiamo preparando la pubblicazione di un sito internet con un profilo informativo e di supporto. Contemporaneamente, non senza difficoltà di carattere burocratico, abbiamo inaugurato l'AISPEP Associazione Italiana Sindromi Pelvico Prostatiche.
Se crede di poterci dare una mano nella nostra ambiziosa causa, se dal suo studio transitano anche malati la cui patologia può essere inquadrata nelle suddette sindromi, se solo ha un interesse verso questa patologia, ci aiuti.
La prostatite è una malattia come tutte le altre e “merita” di essere curata, è triste star così male nel meglio della propria gioventù, lo è ancora di più essere trattati come dei malati immaginari.
Grazie
Alberto Simone
Presidente AISPEP
Email: aispep@yahoo.it
Web: http://it.groups.yahoo.com/group/prostatite/
Carissimo Simone complimenti per la bella iniziativa . Sono convinto come te che la prostatite cronica sia un problema fastidioso ed invalidente per molti giovani e che vada sempe affrontata seriamente e non minimizzata. Hai ragione a dire che spesso molti miei colleghi pensano che subentrino fattori psichici, rimanendo contenti solo quando non rivedono più il paziente. su pub med , cliccando de rose af, puoi trovare il mio ultimo lavoro sulle prostatite croniche abatteriche e la sindrome pelvica dolorosa, di cui ne ha parlato anche la stampa nazionale e internazionale. Arrivederci a presto e grazie per l'attenzione aldo f de rose