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TURISTI ATTENTI ALLE VIPERE clicMedicina |
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La vipera infatti riesce sempre a cogliere di sorpresa, specialmente quando si gira per anfratti rocciosi, sterpi, sottoboschi e greti di torrenti ed il morso arriva violento ed all’improvviso
Ecco come si riconoscono le vipere dalle innocue bisce: presentano la testa triangolare, delle placche sulla testa, piccole e numerose, il corpo è più tozzo e corto con coda breve ed appuntita. Il colore spesso è grigiastro sul dorso con una striscia nerastra o rossastra a zig zag lunco la colonna vertebrale. La vipera Aspis è lunga 50-60 cm ed è la più diffusa in Italia. La vipera berus ha la stessa lunghezza ed è diffusa nel nord Italia e nell’Europa Centrale; La vipera ammodystes è presente in Trentino e nella Venezia Giulia e si distingue perché ha una sorta di corno sul muso. La vipera Ursinii vive nel Gran Sasso Dopo il morso della vipera esistono due fasi con sintomi locali e generali. Nella zona colpita dal morso si avverte un intenso bruciore inizialmente mentre subito dopo si evidenzia un gonfiore che si estende a tutto l’arto. I sintomi generale sono caratterizzati da nausea, vomito, malessere generale con dolori muscolari diffusi e febbre elevata. Nei casi più gravi, specialmente quando il morso è localizzato a livello del collo si possono avere anche sintomi neurologici che portano alla paralisi respiratoria e quindi al soffocamento Curiosità Secondo gli esperti il pericolo dell’avvelenamento è condizionato da vari elementi: età, sede dell’inoculamento del veleno e peso: per esempio, dove è presente abbondante tessuto adiposo il morso non riesce ad essere letale e nel 20% dei casi non si hanno fenomeni tossici. I bambini e gli anziani risultano i più vulnerabili. Come comportarsi dopo il morso di vipera. - Inutile portare il siero antiofidico in quanto se non conservato nel frigo il principio attivo si deteriora, risultanto inefficace e facendo aumentare il rischio di shock anafilattico. - Immobilizare la parte colpita e porla in pendenza rispetto al corpo - Applicare un laccio a pochi cm dalla ferita in modo da non interrompere ii circolo arterioso - Rimuovere il laccio ogni 20 minutiper 5 minuti e poi riposizionarlo. - Incidere i due fori ad X facendo uscire più sangue possibile: è stato calcolato che circa il 50% del veleno riesce ad essere eliminato. Aspirare se possibile con piccoli mezzi meccanici già predisposti e quindi se possibile non succhiare. - Riposo assoluto e trasporto al più vicino Ospedale |
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