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Psiconcologo ed équipe curante Luigi Manzione; Veronica Tancredi U.O. Oncologia Medica Potenza |
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La presa in carico dell’équipe curante da parte dello psiconcologo risulta oggi più che mai necessaria, infatti svariati studi hanno evidenziato che gli operatori sanitari sono a maggior rischio di burn-out. Il trattamento del distress lavorativo viene espletato con l’implementazione di interventi sul gruppo ( gruppi di supporto, gruppi educazionali volti all’acquisizione di competenze comunicative e psicosociali) e sul singolo operatore (analisi delle competenze cognitive e psicologiche di base, incentivazione al miglioramento delle competenze comunicative e relazionali, supporto nella fase critica, sviluppo delle capacità di adattamento alle perdite). Gli strumenti utilizzati per indagare il grado di distress degli operatori sono svariati, uno in particolare viene spesso usato in ambito psiconcologico, il Maslach Burnout Inventory (MBI), questa scala misura tre aspetti della sindrome: 1. 1. esaurimento emozionale 2. 2. spersonalizzazione 3. 3. ridotta realizzazione personale Tutti gli operatori concordano sulla necessità di impostare un’attività di supervisione come metodo per prevenire o controllare quella che alcuni autori definiscono “sindrome demotivazionale”, al fine di fornire un aiuto sollecito all’équipe curante. Nell’ambito della progettazione di un eventuale Servizio di Psicologia Oncologica afferente all’U.O. di Oncologia Medica, si ritiene opportuno approfondire e sviluppare le seguenti problematiche: 1. 1. Comunicazione della diagnosi e Consenso Informato: studio delle migliori modalità di comunicazione della diagnosi di concerto con lo staff medico e infermieristico. 2. 2. Quadri psichiatrici: la psicologia di collegamento fra l’U.O. di Oncologia Medica e il Servizio di Psichiatria. 3. 3. Problemi psicologici dello Staff: interventi sulle problematiche psicologiche presentate dall’equipe e formazione psicologica del personale. 4. 4. Utilizzo di strumenti psicometrici al fine di indagare: sintomi psicopatologici, funzioni cognitive, adattamento, supporto sociale e qualità di vita. 5. 5. Focalizzare l’attenzione sullo sviluppo del concetto di qualità della vita (attività lavorativa, ludica, sessualità). 6. 6. Interventi psicologici sul vissuto del “dolore”.
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