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MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE

 Prof. Vincenzo Gentile  - Patrizio Vicini - Roma

Estate  vuol dire divertimento, spensieratezza, a volte anche trasgressione. I classici luoghi di villeggiatura come  mare e montagna, da sempre, favoriscono anche nuove conoscenze, nuovi incontri,  nuove amicizie e spesso  anche sesso, soprattutto nel senso di rapporto sessuale. In molti casi si istaurano quindi nuovi rapporti e nuovi sentimenti anche interessanti e duraturi. In altri   però  sesso vuol dire anche dolore nel fisico propriamente detto, preoccupazione, depressione profonda

E' le cause sono sempre loro: le malattie sessualmente trasmesse (MST); esse creano  danni fisici, che coinvolgono prevalentemente la sfera sessuale e riproduttiva, psicologici ed economici in quanto spesso costringono anche dall’astensione dell’attività lavorativa. E la difesa e quindi la raccomandazione è sempre la stessa: utilizzare il profilattico.

Inoltre nessuna malattia a trasmissione sessuale deve essere considerata un problema isolato, non solo perché la presenza di una di queste malattie denota un comportamento sessuale ad alto rischio, associato quindi al rischio di altre più gravi infezioni, ma perché frequenti sono le infezioni multiple.

Infatti è da tenere presente come nello stesso soggetto si possano riscontrare situazioni di coinfezione o di superinfezione le quali, per effetti sinergici o di interferenza, modificano il quadro clinico, estrinsecandosi in malattie più gravi od in infezioni croniche, difficilmente diagnosticabili con le metodiche di laboratorio routinariamente impiegate.

 

Attualmente  i principali responsabili di infezioni sessualmente trasmesse sono Neisseria gonorrhoeae, i Micoplasmi genitali, Chlamydia trachomatis, il Papillomavirus umano e il virus dell’Herpes simplex, microrganismi accumunati, pur nella loro diversità biologica, da caratteristiche di latenza e persistenza nell’ospite da essi infettato.

 

 

 

 

Neisseria gonorrheae
Micoplasmi genitali
Chlamydia trachomatis
 Papillomavirus umano 
Herpesvirus
Conclusioni

 

 

 

 

 

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