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LA PERTOSSE

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La Pertosse

La pertosse è una malattia batterica acuta che interessa tutto l’albero tracheobronchiale. La prima descrizione risale al 1679 ad opera di  Sydenham,  mentre  solo nel 1906 i francesi Bordet e gengou isolarono la bordetella pertussis, che è l’agenze eziologico che determina la pertosse. Ma solo nel 1933 Mc Donald ne dimostrò il ruolo eziologico inducendo sperimentalmente l’infezione nei propri figli

 

Il contagio della malattia avviene per via aerea, attraverso le goccioline di saliva emessa dal soggetto ammalato e richiede il contatto diretto. L’unico ospite è l’uomo e non è stata dimostrata mai l’esistenza di portatori sani; sembra invece che il serbatoio sia rappresentato dalle forme lieve o asintomatiche. Le epidemie si verificano ogni 3-5 anni, quando la popolazione degli individui suscettibili ha raggiunto un livello critico.

La contagiosità inizia dalla fine dell’incubazione sino alla terza-quarta settimana di malattia se il soggetto infetto non riceve alcuna terapia. La fascia di età più colpita è quella dei primi 5 anni; particolarmente suscettibile è il neonato, a causa del basso titolo degli anticorpi, abitualmente presenti  nel sangue materno.

Sintomatologia. Il periodo di incubazione può durare da meno di una a tre settimane. Nella sua forma tipica  si distinguono tre fasi della malattia: stadio catarrale, parossistico e della convalescenza

Lo stadio catarrale corrisponde al periodo di massima contagiosità e dal punto di vista epidemiologico è molto pericoloso in quanto è molto aspecifico e simula spesso un raffreddore o comunque un disturbo respiratorio aspecifico con un modesto rialzo febbrile. Può insorgere tosse e deve insospettire se essa si manifesta durante la notte

Lo stadio parossistico è il più tipico ed è caratterizzato da accessi di tosse spasmodica per cui la malattia viene spesso identificata come  tosse canina,tosse convulsa, tosse asinina

La tosse diventa infatti insistente, secca, stizzosa ed a colpi ravvicinati. Durante l’accesso il paziente assume un aspetto sofferente, congesto, edematoso al volto, con occhi iniettati, lacrimanti, la lingua protrusa ed esposta al morso involontario

Nelle forme lieve gli accessi arrivano a 4-5 volte, mentre in quelle gravi arrivano a 40-50  acccessi ed in tal caso il soggetto assume l’aspetto della cosiddetta facies pertussoide, caratterizzata da volto tumido, edema della palpebre, emorragie congiuntiveli e cianosi. Alla fine dell’accesso di tosse, specialmente  nei bambini è frequente il vomito. Nei bambini, dove la nutrizione può diventare un problema è consigliabile  fornire il cibo subito dopo la crisi accessuale e quindi durante il periodo refrattario

Il periodo della convalescenza appare contraddistinto dalla attenuazione dei fenomeni, anche se episodi accessionali si possono verificare anche a distanza di tempo, a seguito di stimoli irritativi delle vie aeree, come raffreddori o faringiti

La pertosse richiede una prognosi riservata nel primo  anno di vita. In Italia nel decennio 1983-1992 sono stati notificati  51 decessi per pertosse e 37 riguardavano bambini  meno di un anno di età. Generalmente la malattia ha però una evoluzioneè quasi sempre benigna  e guarisce senza  esiti.

Attualmente esistono numerosi farmaci a cui la bordetella pertussis è sensibile e la profilassi si basa sulla vaccinazione

 

 

 

 

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Allarme pertosse

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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