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IPERTROFIA PROSTATICA

Prof. Aldo Franco De Rose - Specialista in Andrologia e Urologia

L’ ipertrofia Prostatica Benigna (IPB), o adenoma della prostata, è la patologia più comune del sesso maschile:  dai 50 ai 60 anni interessa più del 50% degli uomini, dai 60 ai 90 anni il 95%  circa.   La crescita di questa ghiandola incomincia  dal quarantesimo anno di età e prosegue  inesorabilmente con il tempo grazie all’azione  degli ormoni androgeni e, come testimoniano alcuni recenti studi, anche  alla presenza degli estrogeni. Tale patologia è comunque destinata ad aumentare ancora di più se si considera che l’età media della popolazione industrializzata è in continua crescita: secondo stime del Bureau of Census, entro il 2020, gli uomini americani con oltre 65 anni raddoppieranno, raggiungendo i 70 milioni, mentre gli ottuagenari cresceranno del 500%, raggiungendo i 20 milioni. Attualmente si ca\lcola che i cittadini europei con più di 50 anni rappresentino il 31% della popolazione totale; inquadrando questo dato nel trend attuale di invecchiamento della popolazione, tra cinque anni,  rappresenteranno il 62%. L’ipertrofia prostatica benigna è quindi un processo inevitabile che, a giusta ragione, alla fine del 1996, dalla quarta consulta mondiale sulla Ipertrofia Prostatica Benigna, è stata riconosciuta ufficialmente come un problema di salute pubblica a livello internazionale.

In Italia,  uno studio epidemiologico sta per essere completato, ma i  dati autoptici testimonino che, sopra i 60 anni, un uomo su due presenta ipertrofia prostatica.

 

Perché si urina male 

I disturbi della minzione sono causati dall’ingrossamento della prostata (componente statica) e dall’ipertono delle fibre nervose di tipo simpatico (componente dinamica); questo tipo di innervazione determina uno stato di contrazione permanente della muscolatura liscia uretrale, del collo vescicale, del tessuto stromale - capsulare e quindi un impedimento costante ad urinare.

In un primo momento si ha la cosiddetta  fase ipercinetica o di compenso ed i disturbi minzionali sono insignificanti: il muscolo detrusore della vescica aumenta la propria capacità contrattile al fine di aumentare la pressione di svuotamento e superare l’incremento delle resistenze periferiche dovute alla prostata. In questa fase la vescica riesce  di norma a svuotarsi completamente, sia pure con un flusso ridotto.

Successivamente continuando ad aumentare le resistenze a livello prostatico,  la vescica (m.  detrusore)  non riesce più a contrarsi in modo efficace per assicurare lo svuotamento completo e si instaura così la fase di scompenso in cui, alla progressiva riduzione della contrattilità, corrisponde la comparsa di un residuo di urina dopo la minzione (fase ipocinetica).   

Se il processo evolutivo non viene arrestato, mediante la somministrazione 

di  farmaci o mediante intervento chirurgico, il residuo post-minzionale,

cioè la quantità di urine che rimane in vescica dopo ogni minzione,

è destinato ad aumentare sempre più, provocando da un lato la 

riduzione della capacità funzionale della vescica e dall’altro creando

le premesse per più gravi complicanze (infezioni, calcolosi, voluminosi

diverticoli ); in tale situazione, l’organo si avvia ad una distensione progressiva a 

causa dell’acinesia muscolare (fase acinetica).

I disturbi della minzione in presenza di adenoma prostatico

I disturbi minzionali sono dapprima di tipo ostruttivo e successivamente di tipo irritativo; i primi  sono caratterizzati da esitazione ad iniziare la minzione, specie al mattino, diminuzione del calibro e della forza del getto urinario, comparsa del gocciolamento dopo la minzione ed incapacità ad interrompere repentinamente la minzione.  A questi, in un secondo momento, si sovrapporranno  quelli di tipo irritativo come minzioni notturne, aumento della frequenza minzionale, minzione imperiosa fino all’urgenza, sensazione di non aver urinato completamente ed incontinenza urinaria.

 

I Disturbi Minzionali  più frequenti riferiti da 478 pazienti consecutivi con ipertrofia prostatica  (A. De Rose et al GIA 1999): 

 

Svegliarsi di Notte  per Urinare                                     

 82%  

Diminuzuine del Getto Urinario                                      

 68%

Inizio della Minzione   Difficoltosa                            

58% 

Sensazione di Svuotamento Incompleto della Vescica                    

55%

Frequente Stimolo ad  Urinare                   

42%

Minzione in più Tempi                                

15%

Minzione Imperiosa                                     

11%

 

 

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