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Intervista al Prof. Giovanni Serra, Direttore di Patologia Neonatale all’Ospedale Gaslini 

Silvia Robiglio 

- La sordità nel bambino sarà confermata anche da adulto?

 Ovviamente sì.

 

- Comporta solo un ritardo nel parlare?

No, in molti casi ad un ritardo generale dello sviluppo del linguaggio seguono anche problemi nell'attività psico-motoria.

 

- Da cosa possono dipendere tanti casi di sordità?

Le cause sono di carattere in prevalenza genetico, si tratta cioè di disturbi derivati da un particolare cromosoma che è stato individuato.

Altre cause sono di carattere tossico: dovute a malattie materne o a seguito di particolari terapie per gravi patologie, ad esempio una ventilazione meccanica che serve a curare particolari patologie è nociva se prolungata per più di 7 giorni.

 

- Quali sono le cure e in quanti casi sono efficaci?

Le cure sono sempre efficaci e consistono innanzitutto nella diagnosi precoce, che deve essere effettuata entro 6 mesi. Poi c'è la riabilitazione che avviene in appositi centri o, in altri casi, si passa all'intervento di impianto.

 

- I problemi riguardano maggiormente i nati prematuri?

I problemi interessano  i soggetti normali e soprattutto i neonati a rischio, che sono i più soggetti alla sordità. Si tratta di bambini con un peso sotto i 1500 gr., di quelli che fanno terapie particolari molto tossiche, di quelli nati con meno di 30 settimane di gravidanza, di neonati che hanno avuto asfissia neonatale o di quelli confermati oto-tossici.

 

 

 

 

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Sordità infantile

 

 

 

 

 

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