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HERPESVIRUS |
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(Corey L.: Herpes simplex virus. In: Mandel, Douglas and Bennett's Principles and Practice of Infectious Diseases. Mandel GL, Douglas RG, Bennet JE (Eds). Chuchill Livingstone 2000,1564-80).
I virus dell’herpes simplex (HSV) sono virus a DNA a simmetria icosaedrica, provvisti di involucro pericapsidico, in grado di replicarsi nel nucleo delle cellule epiteliali da cui si liberano per infettare cellule contigue . In base all'andamento clinico delle infezioni, vengono distinti in 2 varianti immunologiche, tipo1 e tipo 2:
L’uomo è il solo ospite naturale di HSV e complesse sono le interazioni di questo virus con esso(7). Il virus può essere trasmesso per contatto diretto attraverso le superfici mucose e vari fluidi corporei compresa la secrezione uretrale. Tale trasmissione può verificarsi anche in assenza di sintomi (shedding virale asintomatico) fatto questo estremamente frequente e rilevante che spiega l’elevata incidenza dell’infezione erpetica: Infatti è stato riportato che in più dell’80% dei casi la trasmissione dell’infezione avviene proprio durante il periodo di replicazione virale latente. Pertanto è stata proposta una definizione dell’infezione erpetica quale malattia cronica piuttosto che intermittente. La difficoltà diagnostica, la persistenza dello shedding virale anche in assenza di lesioni visibili e l’impossibilità terapeutica di eradicare il virus contribuiscono alla continua diffusione e all’elevata prevalenza di infezione erpetica. Infatti negli ultimi due decenni si è assistito ad un aumento consistente dei casi di herpes genitale L’infezione da HSV costituisce un problema sociale a rapida espansione. Secondo l'International Herpes Management Forum (IHMF) più di 1/3 della popolazione mondiale ne risulta colpito, ed è da puntualizzare come l'infezione non venga riconosciuta in circa il 60% dei casi per una presentazione atipica e nel 20 % per la totale assenza di sintomatologia. Il virus dell’herpes simplex può ritrovarsi in forma attiva replicativa come anche può stabilire con la cellula ospite una fase di latenza che a seguito a stimoli di varia natura può dar luogo a riattivazione determinando una recidiva o eliminazione asintomatica di particelle virali. Poiché le ricorrenze di HSV2 sono più frequenti di quelle da HSV1 la tipizzazione virale è di notevole importanza a fini prognostici. Inoltre è da tenere presente come le infezioni erpetiche genitali siano correlate in modo statisticamente significativo con l’insorgenza di manifestazioni neoplastiche dell’apparato genitale femminile. L'ipotesi proposta per spiegare la trasformazione dovuta al virus dell'herpes simplex è sintetizzata nella formula "hit and run". Il DNA virale, tramite un'interazione con il DNA cellulare o l'espressione di alcune funzioni specifiche, indurrebbe nelle cellule il fenotipo trasformato senza che rimangano in queste cellule tracce evidenti di sequenze o di funzioni virali. La diagnosi di laboratorio può essere effettuata mediante:
La diagnostica sierologica di infezioni da HSV2 non ha un grande interesse clinico in quanto anticorpi specifici sono presenti in un’alta percentuale della popolazione. La presenza di tali anticorpi indica una pregressa infezione senza poterne peraltro indicarne la sede. |
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