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NEISSERIA GONORRHOEAE

 Prof. Vincenzo Gentile  - Patrizio Vicini - Roma

E' l'agente eziologico di una malattia assai diffusa, nota sin dall'antichità, la cui incidenza nei paesi industrializzati, malgrado attenti programmi di controllo, sembra essere aumentata negli ultimi anni, particolarmente tra i giovani.  Multifattoriali sono le ragioni di tale diffusione tra cui una maggiore promiscuità sessuale, l'uso di contraccettivi non protettivi, il decorso spesso asintomatico dell'infezione, l'aumentata antibiotico resistenza del microrganismo come hanno riportato Sparling F.P. e  Handsfield H.H. in  Principles and Practice of Infectious Diseases. Mandel GL, Douglas RG, Bennet JE (Eds), Chuchill Livingstone, 2000,2242-58

  Dopo un breve periodo di incubazione , 4-5 gg, la cui durata riflette la virulenza e la carica microbica dei germi nonchè il grado di resistenza dell'organismo contagiato, compaiono i sintomi dell'infezione primaria  a localizzazione uretrale . 

Sia nell'uomo che nella donna le uretriti gonococciche acute sono caratterizzate da abbondante essudato cremoso giallastro, nelle forme croniche l'essudato è meno tipico ed abbondante e  N.gonorrhoeae è spesso commisto ad altra flora batterica o a Trichomonas vaginalis. Mentre nel maschio la gonorrea è di solito clinicamente rilevabile, nella donna in più del 50% dei casi decorre in modo subclinico,  non riscontrandosi alcun sintomo di infezione. Infatti per un fenomeno indicato come “endocitosi epiteliale” i microrganismi,  fissati allo strato squamoso dell'epitelio della cervice, risultano protetti dalla fagocitosi essendo i PMN incapaci di riconoscerli

La malattia ha scarsa tendenza alla guarigione spontanea: alla fase di acuzie, può seguire, a seguito di un non adeguato trattamento terapeutico, la cronicizzazione del processo che si estrinseca con sintomatologia attenuata e a volte con l'interessamento di strutture anatomiche contigue o situate a distanza. Nell'1-3% dei pazienti con infezioni localizzate, conseguentemente sia a fattori microbici sia a fattori dell'ospite può verificarsi un' invasione del torrente circolatorio  instaurandosi un'infezione generalizzata (DGI) accompagnata da lesioni cutanee ed artrite. Tale percentuale è notevolmente più elevata nei soggetti con infezioni primitive asintomatiche . Lo stato di portatore infatti comporta un un prolungato contatto con il microrganismo e  condizioni di minore difesa delle barriere mucose, risultando quindi facilitata la disseminazione del gonococco.

In conseguenza della molteplicità dei sierotipi e di varianti del microrganismo, l'immunità alla gonorrea appare  molto limitata e in grado di proteggere solo dalla reinfezione con lo stesso sierotipo. Inoltre la maggior parte dei batteri viene eliminata con le urine e il muco, limitando la massa antigenica efficace, con la conseguenza di una risposta anticorpale locale e limitata che raramente persiste oltre 3-4 mesi

La diagnosi microbiologica delle infezioni sostenute da  N. gonorrhoeae può venire posta mediante:

  • esame batterioscopico diretto

  • esame colturale

  • ricerca di antigeni con metodi immunologici

  • metodi molecolari

La sintomatologia, quando  presente, indicherà la sede più opportuna del prelievo (secrezioni provenienti dall'uretra e/o dal retto dell'uomo, dalla cervice e dal retto nella donna) , ma la necessità di effettuare indagini sul partner, spesso asintomatico, nonchè la possibile localizzazione del germe in differenti sedi  richiedono, soprattutto nella donna, l'effettuazione di prelievi multipli.

Particolare cura va posta nella raccolta del campione da sottoporre ad indagine per la ricerca di N.gonorrhoeae al fine di ottenere il maggior numero di germi vitali e il più basso grado di contaminazione. E' da evitare nei pazienti l'uso di disinfettanti o di lubrificanti che possono danneggiare il microrganismo e da raccomandare per il prelievo l'uso di tamponi di Dacron o di Alginato di calcio nonché  l'utilizzo di un adeguato terreno di trasporto

 

 

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