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Il parere dell’esperto Mauro Palombo, docente di Scienza della Formazione Università di Genova |
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A differenza di queste, nella fiction sono rappresentate soprattutto le dimensioni di "eroe della vita quotidiana" del medico; sarebbe difficile sostenere questa immagine senza le tinte forti del sangue, delle operazioni in condizioni difficili, della reazione immediata del tipo "io svengo a vedere il sangue, invece c'è gente che non solo non sviene, ma sa lavorare in quelle condizioni". Le serie tendono poi ad esaltare i valori di base degli individui, vita, sicurezza (John Locke l'aveva capito già qualche secolo fa) e rispondono molto bene alle insicurezze di oggi. Brutalmente, il malato è curato, se muore se l'è cercato (variante B: se non lo meritava è segno che esiste un Dio dagli imperscrutabili disegni), dei professionisti vegliano sulla nostra salute (guardiani del buon ordine del mondo), vederne i lati umani ci conforta, vederne i dettagli professionali ci intriga. |
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