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EPIDEMIOLOGIA DEL MORBILLO

Dott.ssa Maria Vincenza Chiesa - Pediatra

Il morbillo è una malattia infettiva altamente contagiosa di origine virale (morbillivirus della famiglia dei paramixovirus). L’unico serbatoio è l’uomo, anche se sperimentalmente possono essere infettati scimmie, cani e topi. La trasmissione del virus avviene per contatto diretto, attraverso le goccioline di saliva.

Il morbillo ha andamento endemico-epidemiologico con picchi ogni 3-4 anni, a prevalente manifestazione primaverile. Dopo un periodo di incubazione della durata di 13-14 giorni, compaiono congiuntivite, rinite, tosse e temperatura elevata, caratteristica la presenza di piccole macchie bianco-grigiastre con alone arrossato, all’interno della bocca, sulla musosa delle guance (macchie di Koplik, patognomoniche del morbillo e presenti in alta percentuale di casi). Dopo 2-3 giorni di temperatura elevata compare l’esantema maculo-papuloso, prima al volto poi al tronco e agli arti, di colore rosso purpureo a volte con aspetto emorragico.

Il morbillo è particolarmente temibile dal lattante e dopo la pubertà per la maggiore incidenza di complicanze.

Le principali complicanze sono rappresentate da otite e broncopolmonite (1 caso su 10) ed encefalite (1 caso su 1000), che porterà nel 3-5% dei casi colpiti a morte e nel 40% ad esiti permanenti  (sordità, ritardo mentale).

La malattia ha prognosi particolarmente severa nelle regioni tropicali dell’Africa e del centro e sud America. I bambini malnutriti che vivono in queste aree possono essere colpiti nel modo più grave. Non esiste terapia specifica e si può stimare che in Italia 10  persone muoiono ogni anno per morbillo. Attenzione particolare su questa malattia è stata posta  negli ultimi tempi per la recente epidemia che si è verificata in Campania; secondo la SPES (sorveglianza pediatri sentinella) si sono verificati da gennaio ad aprile in Campania i 7000 casi. L’ultima epidemia si è verificata in Italia con 41000 casi nel 1997. (segue allegato casi morbillo dal ’76 al ‘98)

Non esistendo una terapia specifica, solo una vaccinazione, estesa a tutta la popolazione suscettibile può essere in grado di sradicare la malattia.

Il vaccino è costituito da virus attenuato, coltivato in cellule embrionali di pollo, introdotto in Italia negli anni ’70, si somministra in associazione al vaccino per rosolia e per parotite.

La regione Liguria, con delibera n° 6913 del 6/8/99, delibera che fa seguito alle direttive del PSN 98-00 DPR del 23/7/98, il Piano sanitario nazionale 1998-2000, ha stabilito un programma di vaccinazione antimorbillo, rosolia e  parotite con l’intento di raggiungere l’immunità del 95% della popolazione, ma siamo ancora lontani dal raggiungimento dell’obiettivo (in Liguria circa l’80% della popolazione risulta immune, fanalino di coda la Campania con il 53% circa). 

L’effetto di una strategia vaccinale incompleta non annulla la malattia, ma allunga i periodi interepidemici ed innalza l’età dei soggetti colpiti; già nel ’96 ’97 i casi di morbillo sono stati più numerosi nella fascia d’età tra 15 e 24 anni, rispetto a quella tra 0-14 anni, con aumentato rischio di gravità e complicazioni.

In questa fase di transizione risulta utile vaccinare tutti i soggetti sotto i 18 anni non vaccinati e con anamnesi negativa per morbillo. Da prendere in considerazione oltre l’utilità della I vaccinazione da eseguirsi tra i 15 ed i 24 mesi (non prima, per evitare possibili interferenze con gli anticorpi antimorbillo di origine materna) anche una II dose di vaccino da somministrare intorno a 4-6 anni o a 10-12 anni per recuperare tutti i soggetti che non hanno reagito alla prima inoculazione.

La messa in atto di questa strategia vaccinale dovrebbe permettere quindi di rendere immuni tutti i soggetti da 15-24 mesi, di recuperare nelle età successive i soggetti recettivi, non vaccinati sino a 18 anni e con la somministrazione di una dose di richiamo, di rendere immuni anche i pochi soggetti che non hanno risposto alla prima vaccinazione.

Da ricordare inoltre che in caso di contagio la somministrazione di vaccino entro le prime 72 ore pare essere in grado di prevenire la malattia.

 

Per approfondimenti  www.ministerosalute.it 

 

Notifiche dei casi di morbillo in Italia dal 1976 al 1998
(1976 - 1996: Fonte ISTAT)
(1997 - 1998: Fonte Ministero della Sanità)

 

La tabella sottostante riporta i casi distinti per sesso. 

Anno

M

F

n.i.

TOTALE

1976

28.631

24.987

 

53.618

1977

22.573

20.044

60

42.677

1978

34.999

31.484

 

66.483

1979

12.268

10.508

 

22.776

1980

14.472

12.987

 

27.459

1981

37.507

33.419

 

70.926

1982

10.903

9.502

 

20.405

1983

16.523

14.415

 

30.938

1984

37.960

33.374

 

71.334

1985

40.182

34.546

 

74.728

1986

11.582

10.149

 

21.731

1987

11.215

9.595

 

20.810

1988

47.268

40.741

 

88.009

1989

16.346

13.027

 

29.373

1990

2.905

2.559

 

5.464

1991

12.575

10.342

 

22.917

1992

34.187

29.004

 

63.191

1993

10.392

7.017

 

17.409

1994

4.264

2.186

 

6.450

1995

22.523

17.147

 2

39.672

1996

17.667

14.352

 

32.019

1997

22.856

18.239

159

41.254

1998

2.313

1.758

1

4.072

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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