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Preoccupanti i dati del Libro bianco dell’oncologia in Italia

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Preoccupanti i dati pubblicati sul Libro Bianco dell’Oncologia, che condensa due anni di lavoro dei soci dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). In Italia solo nove strutture di Oncologia medica su 100 possono dirsi di eccellenza per le attrezzature a disposizione, mentre 30 su 100 non hanno neppure tutte quelle considerate di base.

45 centri su 280 hanno un archivio informatizzato e solo 37 hanno un sito internet, così gran parte dei medici specializzandi, senza contratto, non sta in corsia ma in amministrazione.

Ma come accade quasi sempre, vi sono "due Italie". Al Sud l’organizzazione generale è carente perché mancano letti, specialisti, infermieri, e le liste d'attesa s’allungano: per ogni 100 mila abitanti nel meridione vi sono solo 2,5 posti letto per ricovero ordinario contro i cinque del Centro-Nord. E ancora, troppo pochi sono gli psicologi disponibili nelle divisioni di Oncologia Medica. Per fortuna aumentano i reparti di cure palliative e si recupera terreno sul numero delle radioterapie, mentre l'esercito dei volontari garantisce un concreto aiuto sia umano sia di reperimento risorse.

www.oncologiaonline.org

 

 

 

 

 

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