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Problematiche psicologiche in oncologia e modalità di intervento dello psiconcologo sul  paziente, la  famiglia, l’équipe

Luigi Manzione; Veronica Tancredi U.O. Oncologia Medica  Potenza

Il cancro, ancora oggi, viene valutato come la “più tragica delle malattie”; per questo motivo, intorno ad esso gravitano metafore di sofferenza e morte. Nel momento in cui si pone una diagnosi di cancro, nel paziente si scatena una serie di risposte emotive tali da richiedere l’intervento di una figura professionale diversa da quella del medico-oncologo: lo psicologo, o meglio, lo psiconcologo. La psiconcologia si afferma come disciplina autonoma, che svolge un ruolo di collegamento fra l’area oncologica e quella psicologico-psichiatrica, nel corso degli ultimi quindici anni; il problema della morbilità psicosociale secondaria al cancro e del disagio degli operatori hanno rappresentato elementi chiave per lo sviluppo e la diffusione della psiconcologia nelle istituzioni.

L’affermazione di questa nuova disciplina in ambito clinico è stata possibile grazie al lavoro sinergico di numerosi professionisti fra psicologi e psichiatri; la loro attività ha reso possibile la costituzione della Società Italiana di Psiconcologia (SIPO) (www.sameint.it ) , che oggi in Italia fornisce standard, opzioni e relative raccomandazioni per una buona pratica in psiconcologia.

Il ruolo dello psiconcologo
La riabilitazione psicologica del paziente  
L’intervento sul nucleo familiare
Psiconcologo ed équipe curante

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