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Nuove
preoccupazioni per gli appassionati del caffè: la bevanda nera, gustata
come espresso in una piccola tazzina o assunto a pieni sorsi in un tazzone,
secondo uno studio apparso sulla rivista Psychosomatic. Medicine ( www.psychosomaticmedicine.org
) sarebbe responsabile dell'aumento dello stress, facendo aumentare il
rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari. I ricercatori della
Duke University nel North Carolina, che sono gli autori dello studio,
hanno misurato gli effetti della caffeina su 47 bevitori abituali di
caffè. La bevanda nera, spiegano i ricercatori, oltre ad innalzare i
livelli della pressione sanguigna, induce la produzione del 32 per cento
in più di epinefrina, che, come noto, è l'ormone dello stress. Questa
sostanza poi, proprio a causa della sua lenta metabolizzazione,
accrescerebbe i suoi danni, a causa di una maggiore persistenza in
circolo. In particolare, i ricercatori americani hanno dimostrato che dopo
4 ore dall'assunzione del caffè rimane in circolo la metà di caffeina,
dopo 8 ore ne resta ancora un quarto, dopo12 ore uno ottavo, ecc... James
Lane, uno dei ricercatori, consiglia quindi il decaffeinato quando proprio
non se ne può fare a meno, mentre vieta la comune bevanda nera a tutti
coloro che hanno la pressione alta e una qualsiasi forma di stress.
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