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ASPETTI PSICOLOGICI DELL’AVVIAMENTO ALLO SPORT Dott.ssa Rosa Maria Muroni - Psicologa e psicoterapeuta |
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Ma ,ricordiamo, con il termine “stato di salute” s’intende la condizione di piena efficienza funzionale che, nell’uomo, comprende anche le funzioni logiche, affettive, relazionali, in contesti interpersonali e sociali I concetti di salute sono da collegarsi direttamente a quelli di autonomia fisica, psichica e sociale, dove col termine “autonomia”, si intende, generalmente, la capacità soggettiva di sussistere e di operare in modo indipendente e consapevole. Il raggiungimento di questa condizione si acquisisce nel bambino per gradi; infatti, durante il processo di sviluppo e di organizzazione dell’individuo, dalla nascita ai venticinque anni circa, il soggetto acquista, attraverso processi evolutivi, sia biologici che psicologici, una maggiore e più efficiente armonizzazione delle energie di cui dispone, con crescente possibilità di autonomia e di modi nuovi e più maturi di comprensione, di partecipazione affettiva e di socializzazione. In tal senso, lo sport è quindi anche un efficiente strumento educativo, che permette al giovane di acquisire quelle norme e regole di vita indispensabili al raggiungimento e al mantenimento dello stato di salute. Per questo l’attività motoria è fondamentale nel processo di maturazione e sviluppo dell’individuo: praticare uno sport significa acquisire delle abilità motorie, generali e specifiche, ampliare e differenziare lo sviluppo delle proprie competenze; infatti sappiamo che qualsiasi gesto è l’effetto di un pensiero e di un’attività nervosa corrispondente. L’esecuzione migliora con l’aumentare de controllo del corpo in movimento ed esige competenza sulla capacità di utilizzarlo in vista di obiettivi.. Da un punto di vista psicologico si può definire l’addestramento sportivo un tipo di apprendimento cognitivo, con associate un’area affettiva ed una sociale: l’azione motoria, o meglio l’esperienza sensomotoria, rappresenta il cardine attraverso il quale il bambino passa da semplici e automatici riflessi a vere e proprie strategia mentali. Ma l’aspetto più importante, che ci permette di affermare che lo sport è alla base dello sviluppo psico – fisico umano, è quello ludico. Si può definire lo sport come un gioco istituzionalizzato, che sembra avere notevoli effetti sulla formazione dell’identità della persona. Ricordiamo infatti che si possono rintracciare nello sport espressioni ludiche ritualizzate, culturalmente organizzate o socialmente finalizzate e che lo stesso viene alimentato da profondi vissuti affettivi e da espliciti bisogni conoscitivi. Rammentiamo, ancora, che il gioco sportivo comporta anche “l’avventura”, intesa psicologicamente come proseguimento di situazioni ansiogene da domare, dove l’ansia perde i suoi aspetti negativi e diventa controllabile e adattativa e, unita alla drammatizzazione del rischio, porta l’individuo all’autoaffermazione attraverso la prova. Da un punto di vista psicosociale vediamo che il “senso” della pratica sportiva si può trovare non tanto nelle pratiche stesse, ma nei valori simbolici che esse enunciano, divulgano, trasmettono e si offrono all’interiorizzazione. Un altro aspetto importante dello sport, ormai sperimentato da anni, è il suo valore terapeutico, atto a favorire il raggiungimento dell’equilibrio psicologico. Fondamentale nei soggetti portatori di handicap fisici, lo sport è basilare anche per quelli mentali, dove può costituire motivo di emancipazione e accrescimento; poiché il confronto con gli altri, la verifica o percezione immediata della propria efficienza, l’affinamento delle capacità autoregolative, possono strutturare un ambiente ricco di possibilità e di stimolazioni significative. |
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