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SOSTANZE DOPANTI: Un problema Sociale e Poco Sportivo

  Aldo Franco De Rose  

Aldo De Rose Salute Repubblica 

Le sostanze dopanti:  un problema sociale e  giovanile…poco sportivo.

Utilizzare sostanze dopanti  è un atto che deve essere   biasimato in assoluto anche e soprattutto per motivi di etica  e deontologia sportiva. A giusta ragione quindi i comitati Olimpici nazionali ed internazionali  devono  adoperarsi per la lealtà e l’eticità della competizione, anche a costo di distruggere dei miti  imponendo dei giusti provvedimenti disciplinari con sottrazione  del titolo e senza pensare minimamente alle  pesanti ripercussioni  sul piano psicologico, finanziario - sociale dell’atleta stesso  e delle società sportive che purtroppo spesso però, come abbiamo visto in questi giorni,  riescono ad ottenere sconti e riduzioni di squalifiche. 

 

Ma quello che  crea scandalo da un punto di vista  etico e sociale, quello che tiene occupati le prime pagine dei giornali, quello che giustamente dà il via ad inchieste giudiziarie e sportive, dal punto di vista sanitario si rivela sicuramente un problema di poco conto. Probabilmente gli atleti non corrono alcun rischio per la propria salute proprio perché assumono ogni milligrammo di sostanza sotto stretta sorveglianza medica. 

 

Il vero scandalo di cui non ci si rende conto è un altro e tutti, magistrati, associazioni sportive non agonistiche ecc ecc, sembrano chiudere gli occhi concentrando l’attenzione  sugli sportivi professionisti.  In realtà la vera preoccupazione sanitaria dovrebbe essere rivolta a quei milioni di persone non professionisti e perciò non controllate, che, quotidianamente in Italia e nel mondo, assumono androgeni in quantità elevata. Nella maggior parte dei casi queste persone non partecipano a gare agonistiche o non competono affatto, per cui  non verranno mai controllate: sono questi i soggetti  più a rischio e che quotidianamente alimentano un mercato di miliardi. 

 

Oggi si parla del nandrolone: forse non tutti sanno che è uno steroide anabolizzante di vecchia data, conosciuto addirittura dal 1959 e che viene utilizzato raramente (nell’eccessiva magrezza o per alcune forme di osteoporosi che interessano anziani). L’azione dopante di questo steroide sarebbe rivolta a stimolare la sintesi proteica ed  a creare nuove fibre muscolare, in quei casi di intensissima attività fisica. E’ considerato positivo colui che nelle urine presenta due miliardesimi di grammo di questa sostanza, senza dimenticare che il nostro organismo, di base, produce comunque  nandrolone. 

 

Dunque non è giusto  considerare il doping    solo ed esclusivamente un problema sportivo: attualmente, a nostro avviso, esso rappresenta un problema sociale di vaste proporzioni, che va compreso  e non solo combattuto con sistemi coercitivi;  esso, prima di tutto, va  debellato  nella coscienza  di questi dopanti sprovveduti. 

 

 Il problema principale e che dovrebbe preoccupare di più  è il fatto che, come risulta da una ricerca americana, il 25% di dopanti è rappresentato da giovani dai 14 ai 25 anni. 

 

E’ proprio su questa ultima schiera  che bisogna agire socialmente non solo per il gusto di proibire ma anche con lo scopo di educare per una vita più sana e far capire che  il raggiungimento di un momento di gloria, a questo prezzo, non ha nessun valore  umano ne tantomeno sportivo.

 

E questo soprattutto perché,  attualmente, nessuno può dire con certezza quali siano gli effetti collaterali degli steroidi androgeni: tutti riportano gli effetti indesiderati, tossici o collaterali che si possono verificare quando gli  androgeni vengono utilizzati a scopo terapeutico (ipogonadismo, osteoporosi, alcune forme tumorali metastatizzate, alcune forme di anemia ipoaplastiche ecc), ma nessuno può prevedere, in realtà,  quali siano quelli realmente  legati  a posologie soprafisiologiche e nelle associazioni più disparate. In generale quasi tutti gli organi ed apparati ne possono essere interessati. In certi casi  è sufficiente cessare l’assunzione per  ottenere una normale ripresa funzionale, altre volte è necessario agire con terapie appropriate, altre volte ancora può essere inutile qualsiasi trattamento...perché troppo tardi. 

  

Effetti indesiderati “possibili” su vari organi ed apparati derivanti  dall’uso di steroidi androgeni 

  

Riproduttivi  maschi:  

alterata spermatogenesi, ipotrofia testicolare, ginecomastia  con mastodinia, riduzione del testosterone, deficit erettivo 

  

Riproduttivi femminili:

Androgenizzazioine, ipertrofia del clitoride, Alterazione mestruali, diminuzione della libido. 

  

Cardiovascolari: 

aumento della pressione arteriosa, alterazione di LDL/HDL, infarto (?) 

  

Epatici: 

aumento delle transaminasi,tumori benigni e maligni del fegato 

  

Endocrini:

riduzione degli ormoni TSH,T4,FT4, DEA,DEA-S, ridotto tolleranza agli zuccheri e ridotta sensibilità all’insulina.

 

Riduzione delle difese immunitarie:

IgA,IgG,IgM ridotti

 

Muscolari: 

arresto dell’accrescimento, rottura tendinea, aumento del CPK, l’enzima muscolare 

  

Aumentano i peli del corpo Presenza di acne 

  

Turbe psichiche:

Alterazione del comportamento, depressione, aggressività,dipendenza psichica, tendenza al suicidio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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