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SPORT E SESSO: Difficile Coesistenza

Prof.  Aldo Franco De Rose  -  Specialista Urologo ed Andrologo 

Un dato ormai è certo: da tempo  la medicina non cura soltanto tumori,  influenze,  morbillo,  polmonite, fratture  ecc., ma si sforza di dare all’uomo un equilibrio psicofisico che  gli consenta di svolgere al meglio  le proprie funzioni sociali, familiari e, soprattutto, lavorative.

Che gran parte  di questa armonia  dipenda dalla sessualità, dall’arte di amare fisicamente e mentalmente,  è cosa risaputa. Ma quante volte alla settimana si può amare fisicamente un’altra persona? Se le forze lo consentono, anche più di una volta al giorno, assicurano gli esperti. Ma è giusto che i nostri atleti facciano l’amore  in prossimità di una competizione?

In particolare, fare l’amore prima di una gara agonistica,  può essere salutare oppure no?

I gladiatori romani trascorrevano la notte precedenti i giochi del circo con la loro donna o  l’amante ed  il rapporto sessuale incideva in minima parte nella dispersione di energia. E’  probabile quindi che il rapporto sessuale venisse considerato  benefico, in quanto capace di  rilassare  l’atleta, permettendogli  un sonno riposante.

Ma a parte questa eccezione, sin dai tempi più remoti, il rapporto sessuale è stato sempre ritenuto responsabile, tanto nell'uomo che nella donna, di una dispersione di energia e di distrazione; in particolare il sesso è stato visto sempre come un elemento capace di distrarre la mente  ed  indebolire   il fisico dell’atleta: boxeurs, atleti, calciatori  ecc., che da sempre partecipano a competizioni importanti o ai giochi olimpici sono costretti, dai loro allenatori, ad una astinenza rigorosa. Oggi, forse stiamo per approdare ad un’altra importante, nuova e, per certi aspetti, rivoluzionaria teoria. Il sesso, secondo molti studiosi, funziona come una sorta di doping naturale, consigliabile anche ai culturisti. E ciò sembra valga tanto per gli uomini che  per le donne, dove analoghi meccanismi endocrini caratterizzano l’attività sessuale e la determinazione caratteriale. Sembra infatti durante l’attività sessuale si innalzino i livelli di testosterone e che lo stesso testosterone accompagni poi i comportamenti aggressivi. Ecco perché, nel caso sia richiesto particolare vigore da parte dello sportivo, il sesso può essere indicato, al fine di migliorare le  proprie performance. 

Ma, per ora, nonostante  le rivelazioni scientifiche  calciatori ed atleti in generale dovranno ancora attendere: allenatori e presidenti, al rapporto sessuale, specialmente a ridosso della competizione, per i loro atleti preferiscono l’allenamento, lo stress fisico e mentale: in campo bisogna lottare sino alla fine, essere attenti, saper recuperare… altro che  permettere il rapporto sessuale !!!  

Eppure, nonostante ciò, la ricerca scientifica segue l'idea che il rapporto sessuale  aiuta nelle competizioni o per lo meno non indebolisce il fisico dell’atleta.

Nei primi anni 70, all’Università di Maryland, Warenjohnson, aveva sottoposto 14 atleti sposati a tests di forza e di resistenza  dopo un rapporto sessuale, prima a distanza di 12 ore, poi a distanza di sei ore, senza rilevare differenze significative nei loro comportamenti. 

Una recente indagine americana  ha evidenziato  che l’attività sessuale non è più stressante sul cuore di molte altre attività quotidiane come camminare o salire le scale. Sembra infatti che  la quantità di energia necessaria per svolgere l’attività sessuale si sia dimostrata equivalente a salire due rampe di scala in un minuto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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