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 IPERTENSIONE:Nella Prevenzione delle Complicanze I Nuovi Farmaci Battono  i Vecchi 

Dott. Aldo Pende - Specialista Medicina Interna ed Endocrinologia

Un “nuovo” farmaco della classe dei cosiddetti sartanici (il losartan)od antagonisti dei recettori per l’ angiotensina, per la prima volta, ha “battuto” un “vecchio” farmaco (il beta-bloccante atenololo) nella prevenzione delle complicanze dell’ ipertensione arteriosa a medio e lungo termine.

E’ questo il risultato di un importante  studio clinico  condotto su  ampia casistica, presentato pochi giorni addietro al Congresso dell’ American College of Cardiology di  Atlanta e pubblicato contemporaneamente dalla famosa rivista Lancet. Entro la fine dell’ anno dovrebbero essere disponibili i risultati di altri grossi studi clinici con numero elevato di pazienti ipertesi, programmati in maniera tale da poter rispondere ad analoghe domande di confronto tra le differenti classi dei farmaci anti-ipertensivi.

La scelta del farmaco (o dei farmaci) che il medico propone al paziente per il controllo dell’ipertensione arteriosa ha due ordini di conseguenze: biologiche ed economiche. Per il primo punto il farmaco (od i farmaci) avrà determinati effetti a livello dell’organismo che lo riceve, in parte facilmente rilevabili (per esempio la discesa più o meno rapida dei valori pressori) in parte più a lungo termine (per esempio le modificazioni che il cuore o i vasi possono presentare per effetto dell’ipertensione arteriosa e la capacità dei farmaci di intervenire su questi fenomeni biologici). Per il secondo punto i costi per l’acquisto dei farmaci anti-ipertensivi possono essere estremamente variabili con una chiara differenza tra i cosiddetti “vecchi” farmaci (diuretici, primi beta-bloccanti ed anti-ipertensivi centrali) a costo piuttosto contenuto ed i cosiddetti “nuovi” (ACE-inibitori, sartanici, calcio-antagonisti, alfa-bloccanti, nuovi beta-bloccanti) a costo più elevato, anche se per alcuni di questi ultimi stanno cadendo i brevetti.

            Nel loro pragmatismo gli americani hanno sempre considerato al primo posto nella scelta dei farmaci anti-ipertensivi diuretici e beta-bloccanti, cioè le scelte più a buon mercato. Questa scelta era confortata dalla provata efficacia di tali farmaci non solo nei primi studi clinici che avevano messo in evidenza l’ importanza di una adeguata terapia anti-ipertensiva nei confronti delle conseguenze a medio-lungo termine dell’ ipertensione arteriosa, ma anche negli studi clinici molto più recenti che hanno cominciato a confrontare “vecchi” e “nuovi” farmaci anti-ipertensivi.

            Il nostro approccio europeo è stato senz’altro meno rigido e già da tempo ha preso in considerazione l’uso estensivo dei “nuovi” farmaci con la conseguenza di costi per il loro acquisto decisamente più alti: in un’epoca del nostro sviluppo economico e sociale caratterizzato da un tentativo di contenimento dei costi per la sanità (e comunque dalla percezione che le risorse per l’ assistenza sanitaria non possono essere illimitate) ciò va attentamente considerato sia da parte del medico, che deve “partecipare” alle scelte del Sistema Sanitario Nazionale senza subire semplicemente le scelte delle amministrazioni regionali e statali, sia da parte del paziente, che deve sapere come viene utilizzato il suo contributo fiscale al suddetto Sistema.

Se i risultati complessivi dei vari “trials” confermeranno l’esito del suddetto studio si potrà pensare di porre alcune classi di farmaci in una posizione più preminente rispetto ad altre: il loro eventuale costo più elevato sarà ampiamente controbilanciato dai loro più intensi effetti di prevenzione delle complicanze cardiovascolari dell’ipertensione.

 

La pressione del sangue

Si chiama pressione  del sangue la forza con cui il sangue viene spinto attraverso i vasi. Il cuore svolge una  azione di  pompa che spinge il sangue nei  vasi sanguigni. Questi sono dotate di pareti elastiche che raggiungono in ogni distretto dell’organismo.

La pressione del sangue  dipende dalla quantità di sangue che il cuore spinge quando pompa e dalle resistenze che possono esserci al suo scorrere. Alla fase di  contrazione della pompa - cuore  corrisponde la fase sistolica mentre a quella della dilatazione cardiaca  corrisponde la diastole;  se poi misuriamo alla periferia la forza massima con cui il liquido arriva e quella minima quando rallenta  avremo appunto i valori di pressione massima e minima (sistolica - diastolica) del sistema.

I normali valori della pressione arteriosa

Vi è una definizione univoca dell’ ipertensione arteriosa? Se noi prendiamo in considerazione un elevato campione casuale di soggetti, possiamo notare come la distribuzione dei valori pressori sia estremamente ampia e, anche da un punto di vista del rischio cardiovascolare, non esista la possibilità di separare nettamente i cosiddetti normotesi dai cosiddetti ipertesi. Nonostante ciò è giusto definire dei limiti di normalità, attualmente più articolati di un tempo proprio per tener conto della concetto “Più è alta la pressione, costantemente più alto è il rischio cardiovascolare”: il comitato americano per la prevenzione, il rilevamento, la valutazione ed il trattamento dell’ipertensione arteriosa (in sigla JNC VI) parla di pressione arteriosa ottimale (<120/<80), normale (<130/<85), normale-alta (130-139/85-89) e di ipertensione (140/90); se i valori di pressione sistolica e diastolica di un individuo cadono in 2 differenti categorie, si deve classificare il paziente nella categoria più alta.

 

Dimensioni del problema

L’ ipertensione arteriosa è una problematica sanitaria quantitativamente importante: si calcola che nel mondo occidentale ne sia interessato il 15-30% della popolazione adulta. Molte volte però chi è iperteso lo scopre occasionalmente in una visita medica senza sapere magari di esserlo da tempo e dall’altro perché non sempre è facile per il medico decidere quando occorre intervenire farmacologicamente e quali medicine somministrare. Infatti sono molti i farmaci anti-ipertensivi, numerose le possibili associazioni fra loro e, di grande importanza per l’adesione o meno del malato alla terapia, frequenti gli effetti collaterali negativi che questi possono dare.

Nonostante l’ intensa campagna di informazione, la percezione del problema “ipertensione” non è però ancora ottimale: mentre la consapevolezza di cosa vuol dire avere la pressione alta ha raggiunto infatti percentuali soddisfacenti, l’ adeguatezza del controllo pressorio non è ancora soddisfacente (anche se con orgoglio nazionale possiamo dire che la situazione italiana è tra le migliori al mondo).

Cause dell’ipertensione

E’ noto che nella grande maggioranza dei casi (più del 95%) non vi è una causa ben individuabile e pertanto si parla di ipertensione essenziale: il medico esperto deve però sapere quando dover ricorrere ad esami specifici al fine di identificare i pazienti con tumori a produzione ormonale o pazienti con ipertensione da anomalie vascolari renali. Questa ultima rappresenta circa il 5 per cento delle ipertensioni mentre per l’ipertensione essenziale sono due le ipotesi  che godono di maggior attenzione: l’alimentazione scorretta e lo stress psico - emotivo.


L’ Alimentazione

Da numerosi controlli è emerso che una dieta con eccessivo consumo di cloruro di sodio (sale), caratteristica della nostra società, insieme con una diminuita assunzione di potassio comprometta i meccanismi di regolazione della pressione arteriosa aumentando le "resistenze" all’afflusso del sangue e dando luogo così, nei soggetti predisposti, all’ipertensione. A conferma di questa ipotesi è stato osservato che le persone che vivono in zone remote di paesi come la Cina, le Isole Salomone, la Nuova Guinea, il Brasile, l’Africa, non presentano alcune ipertensione essenziale né mostrano significativi aumenti di pressione con l’avanzare dell’età. Quando però i membri della medesima razza appartenenti a queste società migrano verso altre  zone e adottano un tipo di alimentazione più "civilizzata", l’incidenza dell’ipertensione aumenta marcatamente.

 

Lo Stress

Un fattore causale dell’ipertensione è sicuramente lo stress psico-emotivo: situazioni emotive sembrano particolarmente pericolose  come emozioni intense, arrabbiature, performance intellettuali continuative gravose di responsabilità. Ma sembra che anche la personalità abbia la sua importanza ed attualmente è oggetto di studio della medicina psicosomatica che esamina fattori di apprendimento familiare, sociale, religioso - morale o, talvolta, da problematiche conflittuali inconsce.

 

I rischi dell’ipertensione

Le conseguenze  di chi non presta attenzione  alla ipertensione sono importanti  e preoccupanti proprio perché possono mettere a  rischio  la stessa sopravvivenza: a livello cerebrale  si ha aumento del rischio di ictus ischemici o emorragici e di demenza,   sul cuore, a causa di coronaropatie e si possono avere sofferenze ischemiche  con infarti e scompenso cardiaco, a livello renale non è infrequente  una insufficienza renale cronica mentre  sui vasi periferici  si osserva spesso arteriopatia occlusiva con numerosi danni; tra questi ricordiamo  la retinopatia  ipertensiva  e  l’impotenza sessuale.

E’ chiaro quindi che il controllo della pressione arteriosa è un obiettivo fondamentale della moderna medicina, anche nelle fasce di età avanzata un tempo ritenute non meritevoli di tali attenzioni. Il medico ha scelte articolate da compiere non solo nella scelta dei farmaci anti-ipertensivi ma anche nei consigli da dare per le modifiche dello stile di vita del paziente: le sue conoscenze di fisiopatologia e farmacologia, in continuo aggiornamento, lo devono supportare adeguatamente. Il paziente a sua volta deve affidarsi al medico di fiducia, con la consapevolezza però di dover prendere parte attiva, al pari dei livelli raggiunti dai pazienti diabetici, nell’ affrontare il problema ipertensivo.        

  

 

 

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Ipertensione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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