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AIDS IN ITALIA

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La diffusione dell' Aids in Italia secondo gli ultimi dati del COA - Istituto Superiore di Sanità 

 

Il 1982 è stato l’inizio dell’epidemia. Sino al  dicembre 2001 il numero complessivo di casi di AIDS notificati al COA, cioè Centro operativo AIDS-Istituto Superiore di Sanità è di 49.903.  Di questi 38.420 (77,9%) sono risultati di sesso maschile, 711 (1,4%) in età pediatrica (<13 anni ) e 2.679 (5,4%) stranieri. L'età mediana alla diagnosi, calcolata per gli adulti, è di 34 anni per i maschi e di 31 anni per le femmine.

Nel secondo semestre del 2001 sono stati notificati 845 nuovi casi di AIDS, di cui 458 (54,2%) diagnosticati nell'ultimo semestre e 387 riferiti a diagnosi effettuate nei semestri precedenti.

Analizzando nel tempo il numero dei casi di AIDS segnalati al Registro Nazionale AIDS e l'andamento dei relativi tassi di incidenza per anno di diagnosi si evidenzia un costante incremento dell'incidenza dei casi di AIDS fino al 1995, seguito da una rapida diminuzione nel 1996. Tale diminuzione si conferma anche per il 2001, anche se risulta meno evidente e sembra tendere alla stabilizzazione (figura 1).

 

  Ministero della salute centro COA -Istituto Superiore di Sanità

I morti  

In totale 32.140 pazienti (64,4%) risultano deceduti al 31 dicembre 2001. Questo valore  però è sicuramente sottostimato  a causa della non obbligatorietà della notifica del decesso.

La diffusione della malattia in Italia, come risulta dai tassi di incidenza, è mediamente più bassa nelle regioni meridionali.

Le regioni più colpite sono nell'ordine: la Lombardia, il Lazio, l'Emilia Romagna e la Liguria.La distribuzione dei casi adulti per anno di diagnosi e categoria di esposizione mostra come il 62,0% del totale dei casi sia attribuibile alle pratiche associate all'uso di sostanze stupefacenti per via endovenosa (tossicodipendenti + tossicodipendenti/ omosessuali). Nel tempo è presente un aumento della proporzione dei casi attribuibili alla trasmissione sessuale (omosessuale ed eterosessuale) ed una contemporanea diminuzione dei casi attribuibili alle altre modalità di trasmissione.

Dei 49.333 casi segnalati fino al 31 Dicembre 2001, 711 (1,4%) si riferiscono alla popolazione pediatrica (pazienti con età alla diagnosi inferiore ai 13 anni o a trasmissione verticale). Dal 1997 si è registrata una forte diminuzione dei casi di AIDS pediatrici: dai 52 diagnosticati nel 1996 si è passati ai 30 del 1997 fino ad arrivare ai 7 casi del 2001. Considerando le categorie di esposizione dal 1996 ad oggi non sono stati più riportati casi in emofilici.

Dei 668 (94,0%) casi pediatrici che hanno contratto l'infezione dalla madre, 351 (51,0%) sono figli di madre tossicodipendente, mentre 238 (35,6%) sono figli di donne che hanno acquisito l'infezione per via sessuale.

Dal primo gennaio 1999 la scheda di notifica raccoglie anche una serie di informazioni anamnestiche (ultimo test HIV-negativo, viremia plasmatica alla diagnosi di AIDS, il regime terapeutico antiretrovirale più aggressivo e le profilassi delle infezioni opportunistiche effettuate prima della diagnosi di AIDS). Risulta che solo il 34,6% dei casi notificati negli ultimi anni ha ricevuto un trattamento terapeutico antiretrovirale.

Di questi, a circa tre quarti è stata somministrata una combinazione con tre farmaci antiretrovirali.

Risultano inoltre delle differenze per modalità di trasmissione avendo soltanto il 23% dei pazienti con fattore di rischio sessuale (cioè omosessuali ed eterosessuali), contro oltre il 50% dei tossicodipendenti, effettuato una terapia antiretrovirale.

 

 

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