“Occhio” all’edema maculare del diabetico

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L’edema maculare è la più comune causa di perdita della vista in persone affette da diabete. Un’indagine mostra l’impatto sulla qualità di vita, ulteriormente aggravata dalla complicanza oculare che si aggiunge all’onere già di per sé molto elevato della patologia: nell’arco di 6 mesi, più della metà dei pazienti con DME ha in media 19 appuntamenti con specialisti diversi, della durata di 4 ore e mezza ciascuno e il 37% necessita di più di 2 giorni di assenza dal lavoro.

L’iperglicemia cronica del diabete provoca infiammazione, che può portare alla formazione dell’edema maculare diabetico ovvero un accumulo di liquidi nella macula, la parte centrale e più importante della retina, che ci consente di leggere, guidare, riconoscere i volti e i colori. Si manifesta con un calo progressivo della vista e una visione deformata (immagini ondulate, aree sfocate, macchie scure, alterazione dei colori), impedendo lo svolgimento delle principali attività quotidiane, con un notevole peggioramento sulla qualità di vita. Inoltre, i costi diretti e indiretti associati alla riduzione della vista hanno peso su tutti i livelli: dalle prestazioni INPS erogate ogni anno (più di 1 miliardo a favore dei ciechi civili) ai costi ospedalieri, alla minore produttività lavorativa, all’impegno dei familiari per accompagnamento dell’ipovedente. Esiste poi un significativo impatto psicologico: il 75% dei pazienti riferisce ansia prima di ricevere l’iniezione; il 54% riferisce ansia per più di 2 giorni prima del trattamento.

A fronte di questa condizione, i principali bisogni insoddisfatti dei pazienti con edema maculare diabetico risultano essere avere meno iniezioni (42%) e un minor numero di appuntamenti, a parità di risultati (22%). “Il laser è stato per anni l’unica cura disponibile per l’edema maculare diabetico”, spiega il prof. Francesco Bandello, Direttore della Clinica Oculistica dell’Università Vita-Salute, Istituto Scientifico San Raffaele di Milano. “Esistono terapie farmacologiche, inizialmente utilizzate per trattare la degenerazione maculare, che tengono sotto controllo l’edema e sono somministrate tramite ripetute iniezioni intravitreali (farmaci anti-VEGF), in media con cadenza mensile, almeno durante i primi cicli di trattamento. Oggi è disponibile un trattamento specifico per curare l’edema maculare diabetico e trattare in maniera mirata l’infiammazione che causa la formazione dell’edema. Si tratta di un farmaco cortisonico (a base di desametasone) che viene iniettato nella cavità vitreale e agisce a lungo rilascio: il principio attivo si scioglie gradualmente e agisce per diversi mesi. Questo rende necessaria soltanto una iniezione ogni 6 mesi.”