Numeri, costi e gestione del paziente diabetico

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Con circa 5 milioni di italiani interessati dal diabete, tra pazienti diagnosticati e persone malate a loro insaputa, e un onere complessivo di oltre 20 miliardi di euro l’anno tra costi sanitari e sociali, generati in maniera preminente dalle complicanze associate alla malattia (piede diabetico, insufficienza renale, infarto, ictus), il diabete impone ai sistemi sanitari l’adozione di una strategia fondata sul “gioco d’anticipo” per contrastare la progressione della malattia e ridurne l’impatto sui budget della sanità. “Il modello della gestione integrata consente enormi benefici derivanti dall’adozione di interventi appropriati e personalizzati da parte del team diabetologico al fianco dei medici di famiglia. La presa in carico sul territorio di un numero crescente di persone con diabete in buon compenso metabolico e privi di complicanze evolutive in atto, da parte della medicina generale, può contribuire ad efficientare l’organizzazione dell’assistenza e a destinare nuove risorse all’innovazione in diabetologia, garantendo ai pazienti l’accesso uniforme alle migliori cure disponibili”, afferma Giorgio Sesti, Presidente della Società Italiana di Diabetologia.

“La prevalenza della malattia, in costante aumento, e i bisogni di salute complessi della persona con diabete, impongono l’attuazione di un’assistenza diabetologica sempre più integrata e multi-professionale. La cura del diabete potrà essere rafforzata potenziando la partecipazione del medico di medicina generale, per realizzare una presa in carico globale del paziente e assicurare la continuità assistenziale”, dichiara Domenico Mannino, Vice Presidente dell’Associazione Medici Diabetologi. Il potenziamento delle cure primarie a livello territoriale è fortemente richiamato all’interno della road map. “Il medico di famiglia – spiega a riguardo Gerardo Medea, Responsabile Area Metabolica della Società Italiana di Medicina Generale – si candida a ricoprire un ruolo centrale non solo per quanto concerne la diagnosi di diabete, avendo in carico la gestione della salute dell’intero nucleo familiare, ma anche, in linea con quanto avviene nel resto d’Europa, rispetto alla prescrizione delle terapie, al follow-up del paziente e alla valutazione degli outcome”.

Il raggiungimento di migliori esiti di cura deve passare, oltre che da una corretta presa in carico, da una politica di empowerment del paziente che deve diventare protagonista del proprio percorso di cura. “Il percorso assistenziale – afferma Rita Lidia Stara, Vice Presidente Diabete Forum – deve fondarsi sulla centralità della persona, su una gestione multidisciplinare e una conseguente migliore organizzazione dei servizi, che tenga conto della condizione clinica e del contesto sociale e ambientale. L’elemento essenziale per sviluppare l’empowerment è la partecipazione al processo decisionale, con il coinvolgimento dei familiari e delle associazioni di volontariato nei percorsi assistenziali.”