Nintedanib rallenta la fibrosi polmonare idiopatica (FPI)

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La Fibrosi Polmonare Idiopatica è una malattia polmonare rara, invalidante e dall’esito infausto, che colpisce circa 3milioni di persone nel mondo. L’evoluzione della FPI è variabile e imprevedibile ma, con il passare del tempo, la funzionalità polmonare di chi ne è colpito si deteriora progressivamente e in modo irreversibile. Nei giorni scorsi sono stati pubblicati su Lancet Respiratory Medicine i risultati di INMARK®, studio clinico randomizzato in doppio cieco di valutazione di nintedanib contro placebo (12 settimane), seguito da un periodo di studio in aperto (40 settimane) in pazienti con fibrosi polmonare idiopatica (FPI). Si tratta del primo studio clinico a indagare il valore predittivo dei biomarcatori in pazienti affetti da FPI, trattati con un antifibrotico (nintedanib). I risultati dello studio forniscono ulteriori evidenze secondo le quali, persino in soggetti con funzionalità polmonare ancora ben preservata, la terapia con nintedanib ottiene benefici in termini di rallentamento del declino della capacità vitale forzata, come ha dimostrato nel periodo di trattamento di 12 settimane confronto al placebo: “Persino in questa popolazione di pazienti, con funzionalità polmonare ben preservata, è stata dimostrata una differenza in termini di minor declino della capacità vitale forzata nel periodo di trattamento di 12 settimane con nintedanib, rispetto al placebo”, commenta il prof. Toby Maher, Specialista di Medicina Respiratoria presso il Royal Brompton Hospital di Londra e principale sperimentatore dello studio. “Considerando la natura imprevedibile della FPI e l’irreversibilità della perdita di funzionalità respiratoria, i risultati rafforzano il crescente corpus di evidenze che indica come miglior modo di procedere l’avvio precoce della terapia nella FPI.”

“Per aumentare le conoscenze sulla malattia, la FPI è stata oggetto negli anni di crescenti ricerche sui biomarcatori, focalizzate principalmente a individuare marcatori di prognosi”, dichiara la dott.ssa Susanne Stowasser, Condirettrice della Medicina Respiratoria di Boehringer Ingelheim. “INMARK è stato il primo studio clinico a indagare il valore predittivo dei biomarcatori in pazienti affetti da FPI, trattati con un antifibrotico.”