Nativa, il test non invasivo per lo screening delle malattie prenatali

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Arriva in Italia Nativa, il test di screening prenatale non invasivo (NIPT – Non Invasive Prenatal Test) di ultima generazione che consente di identificare le trisomie 21 (Sindrome di Down), 18 (Sindrome di Edwards), 13 (Sindrome di Patau) e alcune aneuploidie sessuali, nel rispetto delle linee guida ministeriali nazionali. Il test analizza i frammenti di DNA del feto provenienti dai trofoblasti placentari che circolano liberamente nel sangue materno. Grazie alla maggiore accuratezza e sensibilità rispetto al test combinato, può diminuire il ricorso a esami diagnostici invasivi, riducendo il rischio di aborto a essi correlato. Solo in caso di risultato positivo del test sarà consigliabile effettuare un ulteriore approfondimento con tecniche diagnostiche invasive, come l’amniocentesi o la villocentesi. Nativa fornisce con un solo prelievo di sangue materno una risposta estremamente accurata sulla possibile presenza delle più comuni anomalie numeriche del cromosoma del feto a partire già dalla decima settimana di gestazione ed è l’unico test attualmente disponibile in Italia con tecnologia NGS di ultima generazione in cui ogni fase del processo è certificata CE-IVD, grazie a protocolli innovativi e standardizzati per il trattamento del campione biologico e a nuovi algoritmi per l’analisi dei cromosomi: Nativa utilizza infatti una tecnologia che sequenzia l’intero genoma del feto e normalmente fornisce risultati anche in caso di frazione fetale inferiore al 4%. Grazie alla semplicità di esecuzione e alla non invasività, può essere eseguito anche in caso di: gravidanze gemellari; gravidanze concepite per ovodonazione; gravidanze surrogate; donne che hanno subito un trapianto d’organo solido o un trapianto di midollo.

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