Morte improvvisa: inutile lo screening

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Secondo un articolo pubblicato su BMJ online di aprile lo screening dei giovani atleti con esame obiettivo, anamnesi ed ECG a riposo per prevenire la morte improvvisa per cause cardiache (SCD) dovrebbe essere abbandonato in quanto non riesce a diminuire la mortalità in maniera significativa. In pratica, stando ai risultati di una revisione della letteratura condotta da Hans Von Brabandt del Belgian Health Care Knowledge Center di Bruxelles, l’efficacia di questa forma di screening non è stata confermata e il suo potenziale di riduzione della mortalità è verosimilmente basso, a causa del deludente tasso di diagnosi e dell’efficacia incerta della gestione delle patologie cardiovascolari nei soggetti asintomatici.

È spesso accettato che essa sia inutile, ma i ricercatori sostengono l’innovativa posizione secondo cui essa sarebbe addirittura dannosa. E quando lo screening viene praticato da un medico esperto, nel 5% dei soggetti sani verrà sospettata una patologia cardiovascolare. Il risultato pratico è che un elevato numero di falsi positivi possa portare ad ansia e danni psicologici, nonché a squalifica dagli sport, il che potrebbe avere conseguenze per la salute a vita, come è accaduto nel 2% dei pazienti di un recente studio condotto in Veneto. Per esempio, per quanto riguarda gli atleti con sindrome di Wolff-Parkinson-Whitel’anomalia più spesso rilevata con lo screeningil rischio di SCD è di un paziente su 100.000, ed equivale a quello comportato dalle cure stesse.