Mini-cervelli coltivati in laboratorio e cellule cerebrali rianimate

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Cellule cerebrali rianimate quattro ore dopo la morte e mini-cervelli coltivati in laboratorio per testare nuovi farmaci, alcuni dei quali permettono di ringiovanire nell’unico modo possibile: uccidendo le cellule vecchie. La fantascienza entra nella vita di tutti i giorni e solleva pressanti interrogativi etici. È giusto “uccidere” la vecchiaia? E lavorare su cervelli “bonsai”? Di questi e di altri temi si parlerà a Milano dal 13 al 18 maggio. La Settimana della Neuroetica, promossa dalla Società Italiana di Neuroetica (SINe), quest’anno affronterà pubblicamente i temi più caldi e controversi (dalla previsione del crimine al neuromarketing, dalle nuove cure per l’Alzheimer al potenziamento morale) nell’ambito di eventi divulgativi che coinvolgeranno 6 università milanesi e 2 centri di ricerca d’eccellenza, tutti a ingresso libero con studiosi di alto livello.

Al centro della Settimana un convegno internazionale con esperti di fama mondiale, come Adrian Owen, l’esploratore degli stati vegetativi, capace di fare “parlare” attraverso macchine persone che si riteneva non fossero più coscienti; Alfred Mele, studioso della libertà umana, che oggi alcune ricerche scientifiche ci dicono essere solo un’illusione; e Barbara Sahakian, esperta del potenziamento cognitivo, la possibilità di accrescere l’intelligenza con nuovi dispositivi medici.