Melanoma, le differenze che contano

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Negli ultimi anni grazie ai progressi della ricerca scientifica sono migliorate le conoscenze sui diversi tipi di melanoma ed è oggi possibile caratterizzare questa malattia a livello molecolare, ovvero a partire dal DNA. Si è scoperto così che i melanomi non sono tutti uguali, ma ne esistono di diversi tipi, ciascuno con caratteristiche diverse che lo identificano permettendo una cura mirata e specifica. Sono state identificate le mutazioni genetiche più frequenti che all’interno della cellula tumorale ne regolano la crescita cellulare, come ad esempio la mutazione a carico del gene BRAF, che riguarda circa il 50% dei melanomi e che permette un trattamento a bersaglio molecolare diretto verso la mutazione specifica. In questi casi l’approccio terapeutico è radicalmente diverso: non più chemioterapia, ma farmaci intelligenti che, utilizzando i bersagli molecolari specifici, hanno dimostrato di essere efficaci nei pazienti che presentano quella determinata mutazione.

“Si tratta di una patologia che rappresenta circa il 3% di tutti i tumori in entrambi i sessi ed è uno dei tumori più rappresentati nelle fasce d’età più giovani”, afferma il prof. Paolo Marchetti, direttore dell’Oncologia Medica all’Ospedale Sant’Andrea di Roma. “È la seconda neoplasia più frequente nell’uomo, dopo il tumore al testicolo, e la terza nella donna dopo tumore al seno e alla tiroide. Il melanoma risente molto degli stili di vita, ed è pertanto importante fare attenzione ad alcuni fattori ambientali che possono rivelarsi altamente nocivi, come l’esposizione solare. Di fronte a un’incidenza in crescente aumento, in questi ultimi anni abbiamo a disposizione terapie sempre più innovative ed efficaci nei confronti del melanoma metastatico che permettono una notevole riduzione della mortalità per questa patologia. Se associata a un’adeguata prevenzione, a una diagnosi sempre più precoce e alla possibilità di interventi terapeutici migliori, questa novità di approccio può essere considerata una vera e propria rivoluzione nello scenario terapeutico. Attraverso un approccio multidisciplinare, che tiene conto delle mutazioni genetiche specifiche e della possibilità di modulare la risposta immunitaria – conclude Marchetti – si riescono a combinare nuove opportunità che hanno migliorato, dunque, sia la sopravvivenza sia la qualità di vita dei nostri pazienti.”

Le necessità informative dei pazienti sono quindi molte e le occasioni di confronto con i medici, insieme all’attività svolta dalle Associazioni pazienti presenti sul territorio nazionale (MELANOMA Italia Onlus e AIMAME), aiutano l’accesso ad informazioni corrette e aggiornate e nel contempo favoriscono la formazione di una comunità forte e strutturata che possa operare per una sempre migliore gestione del paziente con melanoma.

Il melanoma – tumore maligno della cute con un’incidenza in continua crescita, addirittura raddoppiata negli ultimi 10 anni, che nel nostro Paese si stima presenti 13.800 nuovi casi l’anno – è al centro dell’incontro “Melanomi. Le Differenze Contano” che si svolge in questi giorni a Roma e che coinvolge sia i pazienti sia i loro familiari. L’iniziativa, patrocinata da IMI (Intergruppo Melanoma Italiano), partita da Genova a luglio dello scorso anno, sta proseguendo anche quest’anno nei principali centri ospedalieri italiani.